




“L’Alchimia, nel suo senso più ampio, significa “la scienza dei raggi solari”. L’oro può essere ricondotto ai raggi del Sole. La parola oro significa “essenza solare”.
La trasmutazione dell’oro non significa il processo di fabbricazione dell’oro, ma il processo attraverso cui l’oro, i raggi solari, si trasformano in ogni sorta di forma materializzata, vegetale, minerale ecc.
Gli antichi alchimisti studiavano il processo della Natura nelle sue operazioni, dal volatile al fisso, dal fluido al solido, dall’essenza alla sostanza, o dall’astratto al concreto, tutto ciò che può essere riassunto nel “cambiare lo spirito in materia”.
In realtà, l’alchimista non cercava di fare nulla. Egli semplicemente cercava di scoprire i processi della natura al fine di comprendere le sue meravigliose operazioni. (…)
Allo stesso modo, la maggior parte delle persone ha creduto che le parole “trasmutazione di metalli base in oro”, usate dagli alchimisti, si riferissero alla fabbricazione dell’oro. Ma uno studio attento della Cosmogonia Ebraica, e della Kabala, rivelerà il fatto che l’alchimista si riferiva sempre ai raggi solari quando usava la parola “oro”.
“Metalli base” significa semplicemente materia, o base. La dissoluzione, o disintegrazione della materia, la combustione del legno o del carbone, sembrava altrettanto meravigliosa a questi filosofi, della crescita del legno o della formazione del carbone o della pietra.
Così, la trasmutazione dei metalli base in oro significa semplicemente il processo di cambiamento del fisso nel volatile, o la dematerializzazione della materia, sia per mezzo del calore che per mezzo di un processo chimico”.

La violenza. In ogni epoca e cultura, l’uomo, infatti, si è chiesto quale sia il motivo della presenza della violenza nella vita e nel mondo.
Per trovare una risposta a questa domanda non possiamo esimerci dall’accettare, prima di tutto, la realtà per quella che è, anche quando si manifesta nella sua forma più cruda e sconcertante. Solo così possiamo intraprendere un percorso che ci porterà ad abbandonare tutte quelle convinzioni che si sono formate nei primi anni della nostra esistenza e che tendono a rimanere inalterate nel tempo, limitandoci in una visione ristretta della complessità della vita.
Il termine “violenza”, nel suo significato originario, deriva dal latino vis , che racchiude in sé i concetti di vigore, forza e potenza. Questa forza, quando non è vissuta in armonia con i nostri bisogni e desideri, può facilmente trasformarsi in un impulso distruttivo, in una potenza negativa che corrode ogni aspetto dell’esistenza.
La violenza negata e relegata nell’inconscio, nella cosiddetta “Ombra” di cui parla Jung, diventa una forza incontrollata e pericolosa, capace di danneggiare non solo noi stessi ma anche chi ci circonda. Jung sostiene che è solo affrontando e integrando questo lato oscuro della nostra psiche che possiamo crescere come individui completi, superando i conflitti interni e raggiungendo una maggiore armonia con il mondo esterno.
Anche la storia della filosofia ci offre una ricca serie di riflessioni. Platone, ad esempio, nella sua opera La Repubblica, attraverso il dialogo tra Socrate e il suo allievo Glaucone, descrive l’essenza della natura umana come la propensione all’ingiustizia e alla sopraffazione. L’uomo è incline a seguire i suoi impulsi violenti, guidato da una naturale tendenza all’autoconservazione e alla soddisfazione dei propri desideri egoistici. Tuttavia, il filosofo greco suggerisce che esiste una soluzione e che l’essere umano può superare i suoi istinti più violenti attraverso la consapevolezza del bisogno reciproco.
Lo stesso concetto possiamo ritrovarlo espresso anche nella visione buddista dell’interdipendenza, dove la comprensione del legame tra tutti gli esseri viventi conduce a una maggiore armonia e compassione.
Un altro spunto interessante ci viene offerto da Thomas Hobbes, filosofo inglese del Seicento, che riconosceva nella violenza uno stato naturale dell’uomo, un impulso primordiale che spinge ogni individuo a cercare la propria sicurezza ea prevalere sugli altri. Hobbes sosteneva che solo la creazione di una società organizzata, attraverso un patto sociale, poteva mitigare questi impulsi, garantendo la pace e la stabilità.
La violenza, dunque, non è solo un retaggio del passato, ma una realtà che dobbiamo imparare a gestire e trasformare. Per farlo, occorre comprendere che l’aggressività e la violenza non sono semplici istinti primordiali, ma risposte evolutive che hanno garantito la sopravvivenza dell’umanità nel corso dei millenni.
Le emozioni primarie, come la paura e la rabbia, sono meccanismi di difesa che ci hanno permesso di affrontare le minacce ambientali e sociali. La nascita stessa è un atto violento, una lotta per la vita che segna l’inizio della nostra esistenza. È un paradosso affascinante: la violenza, pur essendo una forza distruttiva, ci ha permesso di sopravvivere e prosperare come specie.

Anche le tradizioni religiose orientali ci offrono numerose dimostrazioni di come la violenza possa essere canalizzata e trasformata in energia positiva. L’iconografia indiana della Trimurti, ad esempio, con la rappresentazione di Shiva come il Dio distruttore, ci insegna che la violenza può essere una forza creatrice, capace di generare cambiamento e crescita. La distruzione, in questo senso, diventa un atto di rinnovamento, un processo necessario per il progresso e l’evoluzione.
Accettare la violenza come parte della vita significa anche riconoscere la sua presenza in ogni nostra azione. Che si tratti di un semplice gesto di prevaricazione o di un litigio, in entrambi i casi la violenza rappresenta una costante che non possiamo permetterci di ignorare o evitare. Occorre comprendere che è parte di ognuno di noi, della nostra vita, delle leggi che regolano la natura e, partendo da questa consapevolezza, attuare una vera e propria rivoluzione del nostro pensiero.
Riconoscere e integrare la violenza, senza giudizio o timore, ci permetterà di trascenderla e di trasformarla in una forza creativa e rigeneratrice, capace di condurci, infine, una comprensione più profonda e autentica della vita.
Il nostro intestino è spesso definito il “secondo cervello” per la sua stretta connessione con il sistema nervoso centrale e per il ruolo fondamentale che svolge nel mantenimento del benessere fisico, emotivo e mentale. Tuttavia, un problema poco discusso ma estremamente diffuso è la presenza di parassiti intestinali, organismi che possono influenzare in modo profondo il nostro stato di salute, la mente e persino i nostri comportamenti quotidiani.
La Dottoressa Hulda Clark, ricercatrice e naturopata canadese, ha sviluppato un metodo innovativo e naturale per l’eliminazione dei parassiti intestinali e di altri agenti patogeni, basato sull’uso di erbe specifiche e tecniche di purificazione. Il suo approccio parte dal presupposto che molte malattie croniche e disturbi di salute siano in realtà causati o aggravati dalla presenza di questi parassiti, invisibili ma attivi.
I parassiti intestinali non si limitano a danneggiare l’apparato digerente: producono tossine e interferiscono con la funzionalità del sistema nervoso, causando squilibri neurologici e psicologici. Questo può manifestarsi con:
Spesso, la prima volta che si applica una disinfestazione efficace si sperimenta una sensazione di mente libera, leggera e completamente al proprio servizio: un senso di chiarezza e di centratura che non si era mai provato prima. Nel mio percorso personale, questa pulizia intestinale, unita al lavoro energetico con il metodo Yuen, ha trasformato radicalmente il mio rapporto con me stessa, con la mia anima e con i diversi ruoli che ricopro nella società. Ho imparato a non identificarmi più completamente con nessuno di questi ruoli, potendo “saltare” da uno all’altro mantenendo sempre integra e pura la mia essenza.
Secondo studi e antiche tradizioni, l’attività dei parassiti intestinali sarebbe influenzata dalle fasi lunari. Durante la luna nuova e la luna piena, i parassiti tendono a essere più attivi e proliferare maggiormente, mentre nelle altre fasi lunari risultano meno aggressivi. Questo ciclo può spiegare perché in certi periodi si manifestano picchi di sintomi o disagio fisico e mentale.
Questo dato è importante per programmare trattamenti e pulizie energetiche in modo più efficace, rispettando i ritmi naturali del corpo e della natura.
L’alimentazione moderna, ricca di zuccheri raffinati, additivi chimici, conservanti e alimenti ultra-processati, è uno dei fattori principali che favoriscono la proliferazione dei parassiti intestinali. Questi cibi, spesso poveri di nutrienti e ricchi di sostanze che alterano il microbiota intestinale, creano un ambiente ideale per i parassiti, indebolendo le difese immunitarie e compromettendo il benessere generale.
Inoltre, l’eccessivo consumo di alimenti industriali può innescare una spirale di dipendenza alimentare che perpetua la presenza e l’attività dei parassiti, rendendo difficile uscire da questo circolo vizioso senza un intervento mirato.
Liberarsi dai parassiti intestinali non è solo una questione di salute fisica, ma un passo fondamentale per ritrovare chiarezza mentale, equilibrio emotivo e una relazione sana con il cibo. Il metodo della Dottoressa Clark offre un approccio naturale e completo, che tiene conto anche dei ritmi naturali come le fasi lunari, per accompagnare la persona verso un benessere integrale.
Se senti il bisogno di migliorare la tua energia, ritrovare leggerezza e interrompere schemi alimentari o comportamentali limitanti, la disinfestazione intestinale può essere una chiave preziosa nel tuo percorso.

CERVELLO INTESTINO
Spesso definiamo l’intestino come il nostro secondo cervello, ma questa definizione nasconde una verità molto più profonda e antica. Durante la gestazione, infatti, le cellule che formeranno l’intestino e quelle che daranno vita al sistema nervoso centrale derivano da uno stesso gruppo di cellule originarie. Da questo stesso ceppo cellulare si sviluppano inoltre i collegamenti nervosi che, attraverso la spina dorsale, mantengono in comunicazione costante il cervello e l’intestino per tutta la nostra vita.
Immagina il tuo intestino come una sorta di sacca che contiene i nostri “mostri interiori”: i batteri, i virus, i parassiti e tutti gli organismi microscopici che abitano il nostro corpo. Questi abitanti devono essere nutriti e mantenuti in equilibrio, perché nessuno prevalga sull’altro. Quando questo equilibrio si rompe, sono proprio questi “mostri” a prendere il sopravvento, interferendo con la nostra salute fisica e mentale.
Il benessere intestinale diventa così la chiave per permettere al nostro cervello di essere al completo servizio della nostra anima, e non al servizio di questi parassiti o squilibri interni.
Il nostro stato intestinale si riflette in modo sorprendente nella nostra vita di tutti i giorni, influenzando:
Nella medicina tradizionale cinese, l’intestino è considerato un organo vitale non solo per la digestione, ma anche per la trasformazione energetica e la connessione con emozioni profonde. È il centro della nostra capacità di assimilare non solo il cibo, ma anche le esperienze della vita.
Questo ci porta a parlare di un sistema molto più complesso, quello dei quattro cervelli, un tema affascinante che approfondiremo nel prossimo articolo, in cui scopriremo come mente, corpo ed energia dialogano continuamente per il nostro benessere globale.
Prendersi cura del proprio intestino significa coltivare un equilibrio delicato ma fondamentale, che coinvolge non solo la salute fisica ma anche il funzionamento mentale ed emozionale. Quando il nostro “secondo cervello” è in armonia, il nostro cervello principale può finalmente dedicarsi a servire la nostra anima, guidandoci verso una vita più piena e consapevole.



E’ necessario camminare in equilibrio sul sentiero a doppio taglio. Per questo è importante equilibrare in noi l’ESSERE e il SAPERE affinché il messaggio sia espresso in modo chiaro alle moltitudini.
Se non equilibriamo l’ESSERE e il SAPERE, ci trasformeremo in “Santi di cioccolato” o in furfanti dell’intelletto. Ciò è messo in evidenza nelle trasmissioni televisive di tutto il mondo allorché vediamo la pessima stampa ! Volendo fare del proselitismo, esse si coprono di ridicolo utilizzando una terminologia che non comprendono nemmeno loro nel significato più profondo. Di conseguenza finiscono col deformare le verità eterne e snaturare tutto ciò che appartiene realmente al vero.

Chi vuole saperne di più cerchi sul blog di RENUCIO BOSCOLO, REALMENGYNIUS
Il basilisco è una creatura mitologica, spesso rappresentata come un serpente alato con testa e zampe di gallo, e occhi che uccidono con un solo sguardo. È conosciuto anche come “re dei serpenti” e si narra che nasca da un uovo di gallo covato da un rospo. Il suo nome deriva dal greco antico “basiliskos”, che significa “piccolo re”.



