Tandem DANTE & NOSTRADAMUS: PROPHECY del MILLENNIO ADHORA.

Il filo che collega tre profeti (DANTE-NOSTRADAMUS-SIGISMONDO FANTI) e le tre loro grandi opere

REALMENGYNIUS- NOSTRADAMUS

Ottocento anni ovvero δέκατος ένατος αιώνας – dékatos énatos aiónas,quanto suonano foneticamente i secoli sommati secondo il suono dell’arte – così passati dalla scomparsa del nostro Sommo Poeta-Profeta.

Gli Ottocento anni non sono cosa da poco per quanti hanno impegnato da Petrarca in poi la passione e la mente per illuminare il pensiero dantesco.Esegesi somma con rigo dopo rigo sino a diventare un pilastro universale della cultura antica sino a quella moderna, apoteosi e arco di trionfo di destini per la straordinaria abilità che il calamo umano abbia stilato. Bene concepito da poema trascendentale, imitatissimo e magistrale, che molti hanno appassionatamente divorato da cibo e virtute e conoscenza – entrando nella sfera dei giorni infernali, purificatori della catarsi per finalmente risalire ai sommi cieli del Paradiso o Empireo dimora della Onnipotente Divinità.

L’Uomo ha tracciato e raccontato il suo Viaggio diversamente da Odisseo nelle regioni di un geografia prima infernale,ad…

View original post 2.055 altre parole

1° step cosciente nel trasformare le impressioni

IL PRIMO IMPATTO COSCIENTE

Quando una persona si dimentica del suo proprio
Essere, reagisce violentemente. Se una persona si dimentica del suo
proprio Essere in presenza di una bottiglia di vino, termina ubriaca;
se si dimentica del suo proprio Essere in presenza di una persona
del sesso opposto, finisce fornicando; se si dimentica del suo proprio
Essere Interiore Profondo in presenza di un insultatore, termina
insultando”.
“La cosa più grave nella vita è dimenticarsi di se stesso.
Cosicché è necessario trasformare le impressioni, e questo è possibile
solo INTERPONENDO L’ESSERE tra le diverse vibrazioni
del mondo esteriore e la mente. Quando qualcuno interpone tra le
impressioni e la mente quello che si chiama la COSCIENZA, è ovvio
che le impressioni si trasformano in FORZE E POTERI DI ORDINE
SUPERIORE”.
“È molto facile interporre la Coscienza tra le impressioni e
la mente. Per ricevere le impressioni con la Coscienza, e non con
la mente, si necessita solo NON DIMENTICARSI DI SE STESSI in
un istante dato. Se qualcuno in qualsiasi momento ci dice qualcosa
che ferisce l’amor proprio, l’orgoglio, la superbia, ecc., in quegli
istanti soltanto l’ESSERE deve stare in noi; dobbiamo rimanere
CONCENTRATI nell’ESSERE; perché sia l’ESSERE, la Coscienza
Superlativa dell’ESSERE, colei che riceva le impressioni e le digerisca
correttamente. Così si evitano le orripilanti reazioni che tutti,
gli uni e gli altri, hanno davanti agli impatti provenienti dal mondo
esteriore. Così si trasformano completamente le impressioni, e tra-
sformate, ci sviluppano meravigliosamente”.

“L’IMPATTO” si relaziona con quelle impressioni che sono tutto
quanto conosciamo del mondo esteriore, che stiamo ricevendo,
che prendiamo come se fossero le vere cose, le vere persone.
Abbiamo bisogno, poi, di trasformare la nostra vita, e questa
è INTERNA. Al voler trasformare questi aspetti psicologici della nostra
vita, ovviamente dobbiamo lavorare sulle impressioni…
Perché chiamiamo noi, il lavoro sulla trasformazione delle impressioni,
il “PRIMO IMPATTO COSCIENTE”? Per un solo motivo:
perché, semplicemente, è qualcosa che in nessuna maniera
potremmo effettuare in forma meramente meccanica. Questo non
succede mai meccanicamente, è necessario uno sforzo auto-cosciente.
Bisogna cominciareanche a smettere d’essere un uomo meccanico che serve, esclusivamente
agli interessi della Natura; una creatura assolutamente
addormentata, che semplicemente non è altro che una “impiegata”
della Natura, per i fini economici della stessa, i quali non servono,
in nessuna maniera, agli interessi della nostra propria Auto-
Realizazione Intima.
Se voi cominciate adesso a comprendere il significato di tutto
quanto stiamo insegnando; se pensate adesso al significato di tutto
quanto viene insegnato e fare per via del proprio sforzo (cominciando
dall’OSSERVAZIONE DI SE STESSO), vedrete senza dubbio,
che il lato pratico del lavoro esoterico, si relaziona tutto con la trasformazione
delle impressioni e ciò che risulta, naturalmente, dalle
stesse.
Il lavoro, per esempio sulle emozioni negative, sugli stati d’animo
disgustosi, sulla questione dell’IDENTIFICAZIONE, sull’autoconsiderazione,
sugli “IO SUCCESSIVI”, sull’auto-giustificazione,
sulla discolpa e sugli stati incoscienti in cui ci troviamo, si relaziona
tutto con la trasformazione delle impressioni e da ciò che ne risulta.
Voglio che voi riflettiate profondamente su questo, che comprendiate
ciò che è il “PRIMO IMPATTO COSCIENTE”. È necessario
formare uno STRUMENTO DI CAMBIAMENTO nel luogo di
entrata delle impressioni (non lo dimenticate!).
Se mediante la comprensione di tutto questo voi potete accettare
la VITA COME LAVORO REALMENTE ESOTERICO, allora
sarete in uno stato costante di RICORDO DI VOI STESSI. Questo
stato di Coscienza di Se Stessi, vi porterà sul terreno vivente della
trasformazione delle impressioni, e così, naturalmente, a quello di
una vita diversa, cioè, la vita già non agirà più su tutti voi come
faceva prima; voi comincerete a pensare e a comprendere in una
forma nuova, e questo è l’inizio, chiaramente, della vostra propria
trasformazione.
Mentre se voi continuate a pensare alla stessa maniera, prendendo
la vita alla stessa maniera, è chiaro che non ci sarà nessun
cambiamento in voi…
Trasformare le impressioni della vita, significa trasformare se
stessi, miei cari amici, e solo una maniera di pensare interamente
nuova, lo può effettuare. Tutto questo lavoro, poi, si dirige verso una
forma radicale di trasformazione. Se una persona non si trasforma,
non raggiunge nulla.
Comprenderete voi che la vita esige da noi continuamente una
reazione. Tutte quelle reazioni formano la nostra vita personale.
Cambiare la vita di qualcuno, non è cambiare le circostanze meramente
esterne, è cambiare realmente le proprie reazioni. Però se
non vediamo che la vita esteriore ci arriva come mere impressioni
che ci obbligano incessantemente a reagire in una maniera, diremo,
più o meno stereotipata, non vedremo dove inizia il punto che
realmente dia la possibilità del cambiamento, e dove è possibile
lavorare.
Le reazioni, che formano la nostra vita personale, sono quasi
tutte di tipo negativo. Allora anche la nostra vita sarà negativa, non
sarà niente di più che una serie successiva di reazioni negative,
che diamo come risposta incessante alle impressioni che arrivano
alla mente. Dopo, il nostro compito consiste nel trasformare le
impressioni della vita, in modo che non provochino questo tipo di
reazioni negative alle quali siamo tanto abituati. Però, per riuscire
in questo, è necessario AUTO-OSSERVARCI d’istante in istante,
di momento in momento. Così le impressioni non arrivano a noi
in un modo meccanico; questo equivale a cominciare a vivere più
coscientemente.
Un individuo può permettersi, darsi il lusso di ricevere le impressioni
meccanicamente, però se una persona non commette
somigliante errore, se trasforma le sue impressioni, allora comincia
a vivere coscientemente.
Perciò si dice che questo è il “PRIMO IMPATTO COSCIENTE”.
IL PRIMO IMPATTO COSCIENTE si radica, dunque, nella trasformazione
delle impressioni che arrivano alla mente.
Se una persona riesce a trasformare le impressioni che arrivano
alla mente, nel momento stesso della loro entrata, si può sempre
lavorare sul risultato delle stesse. Chiaro è che, al trasformarle, evitiamo
che producano i loro effetti meccanici, che sempre sogliono
essere disastrosi nell’interiore della nostra psiche.

Come trasformare una impressione

Non trasformare le impressioni equivale
a creare “Io”. Non solo abbiamo gli “Io” che possediamo, quelli che
portiamo da esistenze anteriori, ma ciò che è peggio: stiamo creando
tutti i giorni nuovi “Io”, e questo è lamentabile.
Smettere di creare “Io”, è indispensabile. Questo è possibile,
unicamente, “digerendo”, “trasformando” le impressioni. E come
“digerirle”? In che modo? Come trasformarle in qualcosa di diverso?
Sarebbe possibile questo? Sì, è possibile! Come? Mediante
la Coscienza. Se interponiamo tra le impressioni e la mente quello
che si chiama “Coscienza”, le impressioni si “trasformano”.
Normalmente, le impressioni feriscono la mente e la mente allora
reagisce contro l’impatto proveniente dal mondo esteriore: se
ci picchiano, picchiamo; se ci insultano, insultiamo; se ci incitano a
bere, beviamo, ecc.; la mente reagisce sempre agli impatti provenienti
dal mondo esteriore. Dobbiamo evitare tale reazione, e questo
sarebbe possibile, solamente, interponendo la Coscienza tra la
mente e le impressioni.
Ci sarebbe una forma, una tecnica, qualche pratica che permettesse
di utilizzare la Coscienza interponendola fra le impressioni
e la Mente? Esiste una chiave che ci permetta di usare la
Coscienza in questa maniera, affinché sia la Coscienza a ricevere
le impressioni e non la mente? Perché quando la Coscienza riceve
le impressioni, le “digerisce”, inevitabilmente, le trasforma in qualcosa
di distinto; però quando non è la Coscienza a riceve le impressioni,
ma la mente, allora succede che la mente, e tutti gli “Io” che
sono in essa, reagiscono contro gli impatti provenienti dal mondo
esteriore, reagendo violentemente, in maniera meccanica.
Come usare, dunque, la Coscienza? Come utilizzarla, in
che modo, affinché sia essa, e nient’altro che essa, a ricevere le
impressioni e a trasformarle? Vi dirò la chiave molto semplice:
MAI DIMENTICARSI DI SE STESSI, DEL NOSTRO PROPRIO
ESSERE. Perché se una persona si dimentica del suo proprio
Essere Interiore in presenza di un insultatore, termina insultando;
se si dimentica di se stesso, del suo proprio Essere in presenza di
una coppa di vino, termina ubriaco; se si dimentica di se stesso, del
suo proprio Essere in presenza di una persona del sesso opposto,
termina fornicando.
Quando una persona impara a vivere in stato di ALLERTA
PERCEZIONE, di ALLERTA NOVITÀ; quando si ricorda di se stessa
d’istante in istante, di momento in momento; quando mai si dimentica
di se stessa, indubbiamente torna ad essere cosciente. Se
una persona non si dimentica di se stessa, in presenza di un insultatore,
se non si dimentica del suo proprio Essere, allora trasforma
queste impressioni perverse in una forza differente.
Se una persona non si dimentica di se stessa in presenza di
una coppa di vino, trasforma quest’impressione, questa “energia”
chiamata IDROGENO-48 in qualcosa più sottile, in un IDROGENO-25

Se una persona non si dimentica di se stessa in presenza di
una forte somma di denaro, trasforma quest’impressione, successivamente,
in IDROGENI-24, 12 e 6.
Cosicché, NON DIMENTICARSI DI SE STESSI è la chiave che
ci permette di maneggiare intelligentemente la Coscienza. Quando
una persona non si dimentica di se stessa, interpone tra la mente e
le impressioni, ciò che si chiama “Coscienza”.
Ciò che è bello è che sia la Coscienza a ricevere le impressioni
che vengono dal mondo esteriore, perché la Coscienza può trasformarle
in qualcosa di differente: in elementi creatori, in elementi superlativi
dell’Essere, in forze diamantine che servono allo sviluppo
dei “Chakra”, in molteplici forze che servono allo sviluppo di certi
poteri che esistono nella nostra costituzione interna.
È necessario, poi, sapere che tutti gli “Io” che attualmente
abbiamo, sono il risultato di impressioni NON DIGERITE, NON
TRASFORMATE, e questo è lamentabile.
Disgraziatamente, le genti non si ricordano di se stesse mai; è
per questo che le impressioni arrivano alla nostra Mente e permangono
così, completamente non trasformate, dando origine (come è
naturale) agli “aggregati psichici”, agli “Io”. Qualcuno potrebbe darsi
il lusso di dissolvere tutti gli “Io”, però se si dimentica di se stesso,
ritorna a creare nuovi “Io” (ecco la gravità).
Il ricordo di se stessi, è qualcosa di estremamente interessante.
Quando qualcuno si ricorda di se stesso, dà origine a forze differenti
da quelle dei suoi simili: forze distinte, forze che rendono un
soggetto completamente differente dagli altri. Interessante risulta
sapere poi, che coloro che creano tali forze sono diversi, che persino
i loro potenziali vitali sono differenti. Se mettessimo due soggetti
in un posto inospitale, con cattiva alimentazione, mal ambiente,
ecc., l’uno, che mai si ricorda di se stesso, che vive una vita meccanicista,
e l’altro, che sempre si ricorda di se stesso di momento
in momento, che mai dimentica il suo proprio Essere Intimo, potete
voi essere assolutamente sicuri che il primo morirà prontamente e
che il secondo vivrà malgrado l’ambiente inospitale, perché è circondato
da forze diverse da quelle di cui sono circondati gli altri…
Tutto il problema della liberazione ha come fondamenta la trasformazione
e la trasformazione ha per basamento il sacrificio. Se
osserviamo per esempio un uovo (sia quello di un serpente, o di un
uccello), vediamo lì possibilità latenti, suscettibili di sviluppo. Tali
possibilità diventano un fatto mediante la trasformazione. Il fuoco
dei camini, quello che ci riscalda durante i giorni d’inverno, è il risultato
della trasformazione. La digestione in noi, è tutto un processo
di trasformazione mediante il quale è possibile esistere. La trasformazione
dell’aria dentro i polmoni, è un altro processo di trasformazione,
e se vogliamo trasformarci psicologicamente, abbiamo
bisogno di trasformare anche le impressioni, cioè, trasformare
la terza classe d’alimento.
Ripeto: tutti gli avvenimenti della vita che arrivano alla mente,
vengono a noi sotto forma di impressioni. Questi paragrafi che voi
state leggendo pazientemente, come vi stanno arrivando? È ovvio
che vi giungono come impressioni, e cosa dovrete fare per trasformarle
correttamente? Non dovete dimenticarvi di voi stessi; non vi
dimenticate del vostro proprio Essere; così fortificherete l’anelo di
arrivare a lui.
Colui che ascolta la parola e non la mette in pratica, è simile
all’uomo che si guarda allo specchio e dopo dà le spalle e si ritira.
Non basta ascoltare la parola; bisogna trasformarla; questa è la
cosa fondamentale.
Osserva lettore quanto importante è questo evento che si chiama
“IMPRESSIONI”! Non possiamo vivere neanche un secondo
senza le impressioni, né un millesimo di secondo.
Così, quindi, vale la pena di trasformarle in qualcosa di distinto:
in poteri, in luce, in fuoco, in armonia, in bellezza… Ma, se non
le trasformiamo, ripeto, si convertono, semplicemente, in nuovi “aggregati
psichici”, in nuovi “Io”…
È necessario essere più riflessivi. Cosa siamo noi, veramente?
Così come ci troviamo, senza “trasformare” impressioni, creando
nuovi “Io” di secondo in secondo, d’istante in istante, non siamo più
che semplici macchine, controllate da “aggregati psichici”.
Viviamo in un mondo di grande attività, dove tutti credono che
FANNO e NESSUNO FA NIENTE: tutto ci AC-CA-DE, come quando
piove, come quando tuona. Perché? Semplicemente perché non
abbiamo incarnato l’Essere. Solo l’Essere può fare; lui FA, ed il vero
uomo è l’Essere; però se la macchina agisce, agisce qualcosa che
non è l’Essere; sta attuando un robot programmato con un computer
meraviglioso che si chiama “cervello”, sta attuando meccanicamente.
NON STA FACENDO, STA ATTUANDO (una cosa è FARE
e un’altra è ATTUARE). Qualunque macchina attua, si muove, cammina,
compie le sue funzioni, perché è una macchina ed è stata
programmata per compiere le sue funzioni, però FARE è qualcosa
di diverso: solo l’Uomo può fare e l’Uomo vero, è l’Essere. È necessario
distinguere tra l’Uomo vero, che è l’Essere, e la macchina (la
macchina non è l’Essere).
“L’animale intellettuale” è un robot programmato e il suo cervello
è un computer meraviglioso, un computer che si sostiene da se
stesso, un computer che matematicamente calcola, con esattezza
precisa; un computer che registra le onde visuali e le onde sonore,
che registra l’esteriore e l’interiore, che si fornisce da se stesso. È
un computer “di prima qualità”, meraviglioso, però è questo e niente
più di ciò: un computer.
Dopo questo computer viene l’organismo fisico e il computer
lo utilizza per andare e venire, ecc. Tale computer è in mano all’Ego,
non all’Essere, e l’Ego è il risultato di molte impressioni “non
digerite”. Allora ciò che attua qui, in questo mondo doloroso in cui
viviamo, è una macchina provvista di un gran computer. Qui non sta
attuando l’Essere, ma la macchina. Possiamo dire che la macchina
è umana e l’Essere è l’Essere.
Che cos’è realmente, ciò che chiamiamo “vita”? Certamente,
è come una pellicola. Sì, e quando arriva l’ora della morte, ritorniamo
al punto di partenza di questa pellicola e ce la portiamo per
l’Eternità. Al ritornare, al tornare con questo Ego, una persona vive,
attua con la sua pellicola. Al ristrutturarsi con un nuovo organismo,
una persona proietta nuovamente la propria pellicola sullo schermo
dell’esistenza. E che cosa proietta? La sua vita. Quale? Quella di
sempre, la stessa che ebbe nell’esistenza anteriore; cioè, ripete lo
stesso che fece nella passata esistenza e nelle passate esistenze.
Tutto ciò che una persona proietta, di fatto è programmato, dalla
nascita, nel cervello.
Cosicché noi siamo ROBOT PROGRAMMATI; l’Essere non interviene
affatto in tutta questa tragedia, egli non si mette in questi
assunti. L’Essere di ognuno di noi si muove liberamente nella “Via
Lattea”.
Esistono e vivono qui, in questa “Valle” dolorosa della vita, un
mucchio d’ombre, provviste d’organismi fisici. E che cosa FANNO
questi organismi? Niente! Si muovono meccanicamente, d’accordo
con il programma che è stato depositato nel cervello (non dico
soltanto nel cervello fisico, ma nei tre cervelli: nell’Intellettuale, nell’Emozionale
e nel Motore). E l’Essere, cosa fa mentre noi stiamo
qui soffrendo, piangendo, andando al lavoro per raggiungere
il denaro per l’affitto, per un abito, ecc.? Egli vive felice nella “Via
Lattea”, si muove liberamente nella “Via Lattea”. Allora, cos’è que-
sta dolorosa esistenza di cui siamo portatori? Pura illusione, qualcosa
di vano! Con giusta ragione dicono gli indù che questo mondo
è solo “MAYA”, che questo mondo è illusorio, che non ha nessun
valore.
Abbiamo bisogno d’avere esistenza reale, perché ancora non
l’abbiamo. Forse l’amabile lettore si vanta d’avere esistenza reale?
Per averla dobbiamo smettere d’essere robot, e possiamo smettere
d’essere questo eliminando tutti gli “aggregati psichici”, questo è
ovvio.
Tuttavia sapere che dobbiamo eliminare gli “aggregati psichici”,
non è tutto; è necessario SMETTERE DI CREARE NUOVI
AGGREGATI e giornalmente li stiamo creando, nel “non trasformare”,
le impressioni. È necessario “digerire” le impressioni, trasformarle
in forze diverse per non creare nuovi “Io”.
È anche necessario “trasformare” le vecchie impressioni, quelle
che diedero origine agli “Io” che abbiamo attualmente, e questo
è possibile attraverso l’AUTO-RIFLESSIONE. Quando una persona
“trasforma” le vecchie impressioni che sono depositate nei cinque
cilindri della macchina (in forma d’abitudini, emozioni inferiori, pensieri
negativi, istinti depravati, abusi sessuali, ecc.), allora disintegra
questi “elementi inumani”.

Trasformazione delle impressioni

L’IMPORTANZA DELLA TRASFORMAZIONE
“L’animale intellettuale vuole smettere di soffrire, però non fa
niente per cambiare, non lotta per passare ad un livello superiore
dell’Essere, quindi, come potrà mai cambiare?”.
“Tutti i fenomeni sono discontinui; il dogma dell’Evoluzione
non serve a nulla, se non per immobilizzarci. Io conosco molti pseudo-
esoteristi, gente sincera e di buon cuore, imbottigliata nel dogma
dell’Evoluzione, essi aspettano che il tempo li perfezioni e nonostante
passino milioni d’anni mai si perfezionano. Perché? Perché tali
persone non fanno niente per cambiare il proprio livello dell’Essere,
rimangono sempre sullo stesso scalino. Allora è necessario passare
al di là dell’Evoluzione e metterci nel cammino rivoluzionario, nel
cammino della Rivoluzione della Coscienza o della Dialettica”.
Samael Aun Weor: “La Rivoluzione della Dialettica”
È necessario comprendere che l’importante per noi è raggiungere
la trasformazione della vita, e questo è possibile se uno se lo
propone profondamente…
“Trasformazione” significa che una cosa cambia, si trasforma
in un’altra differente. È logico che tutto è sottoposto a cambiamenti.
Esistono trasformazioni molto conosciute della materia; nessuno
potrebbe negare, per esempio, che lo zucchero si trasforma in
alcool, che l’alcool, a sua volta, si converte in aceto per l’azione dei
fermenti (questa è la trasformazione di una sostanza molecolare in
un’altra sostanza molecolare). Una persona sa, grazie alla nuova
chimica degli atomi e degli elementi, che il radio, per esempio, si
trasforma lentamente in piombo.
Gli alchimisti del Medioevo parlavano della “trasmutazione
del piombo in oro”. Tuttavia, non sempre alludevano alla questione
metallica, meramente fisica. Normalmente volevano indicare la trasmutazione
del “piombo della personalità”, nel “oro dello spirito”.
Nei Vangeli, l’idea “dell’Uomo terreno”, comparato questi ad un
seme capace di crescere, ha lo stesso significato. Tuttavia, è ovvio
che se il grano non muore, la pianta non nasce. In ogni trasformazione
esiste MORTE e NASCITA, o MORTE e RESURREZIONE.
L’uomo è una macchina capace di trasformare certi alimenti
che arrivano a lui per continuare a sussistere.
Gli alimenti che penetrano nel nostro organismo, si dividono
in tre categorie. Il primo tipo d’alimento lo possiamo denominare
“cibo”. Indiscutibilmente, c’è uno strumento che permette di trasformare
questi principi vitali in alimenti che entrano attraverso la
bocca. Mi riferisco allo stomaco. Se non fosse per lo stomaco, non
sarebbe possibile la trasformazione della prima classe di alimenti.
Tuttavia, l’alimento che entra attraverso la bocca non è il più
importante. Sappiamo bene come si trasformano gli alimenti mediante
la digestione; non c’è dubbio che in questa sintesi, i principi
vitali rimangono depositati nel sangue ed esso li dirige a tutti gli
organi del corpo. Nonostante l’importanza di tutto ciò, qualcuno può
rimanere tranquillamente qualche tempo senza mangiare. Mahatma
Gandhi poteva permanere persino quaranta giorni senza mangiare,
ed ancora di più: arrivò fino due e tre mesi senza mangiare. Questo
dimostra che non è l’alimento maggiormente importante.
La seconda classe d’alimento è il “PRANA”, che entra nel nostro
corpo fisico con l’ossigeno; è quell’alimento che penetra dalle
porte della respirazione, e indiscutibilmente, esiste un organo, e organi
speciali per la trasformazione di tale alimento che entra attraverso
il naso. Così, dunque, l’aria, mediante i polmoni, si trasforma
in ossigeno, e quest’ossigeno (il “PRANA”) si deposita posteriormente
in tutto il torrente sanguino. La respirazione, come alimento
che entra per la bocca è maggiormente importante rispetto a quello
che va allo stomaco, perché come ho già detto potremmo vivere
senza mangiare circa fino ad un mese, però non potremmo vivere
molto tempo senza respirare.
Normalmente si può vivere senza respirare un minuto o due,
e alcuni arrivano fino tre. Qualcuno potrebbe vivere senza respirazione
anche più di quattro minuti (mediante allenamento), però indiscutibilmente,
al di là di quel piccolo tempo limitato, se non respiriamo
moriamo. È dunque più importante, in realtà, la respirazione
rispetto al cibo fisico.
E per ultimo esiste una terza classe d’alimento, che di fatto è
ancora più importante.

Mi riferisco, in forma enfatica, alle IMPRESSIONI.
Indiscutibilmente, non potremmo vivere nemmeno un solo secondo
dell’esistenza, se non esistessero le impressioni. Non possiamo vivere,
neanche un secondo, senza ricevere impressioni.
Cos’è una “impressione”? Tutto ciò che possiamo percepire,
qualsiasi immagine, suono, odore, sensazione, sapore, stimolo,
ecc., è una “impressione”. Tutto quel mondo esteriore che ci circonda,
noi lo percepiamo attraverso le diverse “impressioni” che
penetrano attraverso i nostri sensi.
Il nostro organismo si nutre, in maniera speciale con le impressioni.
Se l’aria non facesse impressioni sui nostri polmoni e nel
nostro sangue, non potremmo vivere; se il cibo non arrivasse ad
impressionare lo stomaco e i condotti intestinali, nemmeno potremmo
vivere.
Cosicché le impressioni sono fondamentali. Disgraziatamente
a differenza di ciò che accade con il cibo e l’aria che respiriamo,
non possediamo un organo capace di TRASFORMARE le impressioni,
non c’è un organo per la digestione e la trasformazione delle
impressioni.
Quando mangiamo il cibo, tanto necessario per la nostra sussistenza,
questo è trasformato in tutti quegli elementi vitali, tanto
indispensabili per la nostra esistenza. Se un alimento, per esempio,
passasse per lo stomaco e non si trasformasse, l’organismo non
potrebbe assimilare i suoi principi, le sue vitamine, le sue proteine;
sarebbe, semplicemente, indigeribile.
Se l’aria tale come ci circonda, non subisse una trasformazione
prima d’arrivare al sangue, che succederebbe? Succederebbe che
moriremmo. Così, dunque, come comprenderete, tutto ha bisogno
di passare attraverso una TRASFORMAZIONE.
È chiaro che gli alimenti si trasformano, però, perché non esiste
anche una trasformazione delle impressioni?
Per il fine della Natura non c’è nessuna necessità che “l’animale
intellettuale”, trasformi le proprie impressioni. Ciononostante,
se vogliamo smettere d’essere semplicemente “animali intellettuali”
e convertirci in veri “uomini” dobbiamo imparare come trasformare
le impressioni, e questo è possibile se si possiede la conoscenza
esoterica di fondo, e si comprende il perché di questa necessità.

La maggior parte delle genti, nel terreno della vita pratica, credono
che questo mondo fisico darà loro ciò che anelano, ed ecco
qui, mie stimabili amici, un tremendo sbaglio. La vita, in se stessa,
manca di senso trascendente ed è necessario trasformarla in qualcosa
di superiore. Tuttavia, una persona non potrebbe realmente
trasformare la sua vita se prima non trasformasse le sue impressioni.
Non esiste realmente la questione della “vita esterna”. Questo
che diciamo è molto rivoluzionario, poi tutto il mondo crede che il
mondo fisico è il reale, però se andiamo un pochino più a fondo, ciò
che realmente stiamo percependo, ad ogni istante, sono meramente
le impressioni.
La vita è una SUCCESSIONE D’IMPRESSIONI, e non come
credono molti “ignoranti istruiti”, una cosa solida, fisica, di tipo
esclusivamente materiale. La realtà della vita per noi sono le sue
impressioni.
L’idea che stiamo emettendo risulta certamente difficile da catturare.
È possibile che voi abbiate la certezza che la vita che avete
esista come tale, e non come le sue impressioni. Siamo tanto suggestionati
dal mondo fisico, che ovviamente così pensa la gente.
La persona che vediamo seduta, per esempio, su una sedia,
colui che ci sorride più in là, il bambino che gioca con la bicicletta,
l’uccello che allegro canta sul ramo, ecc., è per noi qualcosa
di reale, vero? Però se meditiamo profondamente in tutto ciò che
vediamo, arriviamo alla conclusione che il reale sono le impressioni.
Queste, come ho già detto, arrivano alla mente attraverso
le finestre dei cinque sensi. Se non avessimo, per esempio, occhi
per vedere, né udito per udire, né tatto per toccare, né olfatto per
odorare, o neanche gusto per assaggiare gli alimenti che entrano
nel nostro organismo, esisterebbe per noi questo che si chiama
“mondo fisico”? È chiaro che no!
Tutti gli avvenimenti della vita arrivano alla mente in forma d’impressione,
tutti gli eventi arrivano al cervello in forma d’impressione.
L’allegria, la tristezza, la speranza, la disperazione, i problemi,
le preoccupazioni, ecc., arrivano alla mente in forma di impressioni.
Qualsiasi circostanza, qualsiasi avvenimento, per insignificante che
sia, arriva sempre alla Mente in forma di impressioni.

500 anni

Il simbolo della Fenice

“Che la fenice more e poi rinasce,

quando al cinquecentesimo anno appressa

erba né biada in sua vita non pasce,

ma sol d’incenso lacrima e d’amomo,

e nardo e mirra son l’ultime fasce”.

Dante Alighieri

Con questi versi Dante descrive la Fenice, uno dei simboli più affascinanti della mitologia egizia: gli egizi identificavano questo maestoso airone con Bennu (dal verbo benu, “splendere”, “brillare”, “puntare al cielo”, “librarsi in volo”).

Consacrato al dio Ra, associato alle piene del Nilo (raffigurato come l’Airone che si posava sulla sommità delle rocce che sbucavano dopo l’inondazione del Nilo), il suo ritorno annunciava un nuovo periodo di ricchezza e fertilità.

Simbolo della nascita e della risurrezione dopo la morte, quindi dell’eternità della vita, secondo gli Egizi la Fenice era nata sotto l’albero del bene e del male, e sapeva che era necessario rinascere periodicamente per acquisire maggiore saggezza e potenza.

Volava quindi per tutto l’Egitto alla ricerca degli elementi più raffinati per costruirsi un nido: bastoncini di cannella, di quercia, nardo e mirra.

Al termine del suo ciclo di vita, lungo 500 anni, si sistemava nel suo nido, intonava una delle melodie più aggraziate che gli egizi potessero mai udire, per poi lasciare che i profumi le dessero una dolce morte mentre il sole bruciava gli arbusti, lasciandosi divorare dalle fiamme.

Tre giorni dopo, Fenice rinasceva dalla cenere piena di forza e potere, prendeva il suo nido e lo lasciava a Eliopoli (secondo un’altra versione la cenere, assieme alla mirra, prendeva la forma di un uovo), nel Tempio del Sole, per iniziare così un nuovo ciclo che fosse una fonte d’ispirazione per il popolo egiziano.

Come l’airone che spiccava il volo sembrava mimare il sorgere del sole dall’acqua, la Fenice venne associata col sole e rappresentava il ba (“l’anima”) del dio del sole Ra, di cui era l’emblema, tanto che nel tardo periodo il geroglifico del Bennu veniva impiegato per rappresentare direttamente Ra.

Si dice che il Bennu abbia creato sé stesso dal fuoco che ardeva sulla sommità del sacro salice di Eliopoli. Proprio come il sole, che è sempre lo stesso e risorge solo dopo che il sole “precedente” è tramontato, di Fenice ne esisteva sempre un unico esemplare. Da qui l’appellativo “semper eadem“: sempre la medesima.

Quale simbolo del sole che sorge e tramonta, la Fenice presiedeva al giubileo regale. Ed essendo colei che ri-sorge per prima, venne associata al pianeta Venere, che appunto veniva chiamato “la stella della nave del Bennu-Asar”, e menzionata quale Stella del Mattino nell’invocazione:

“Io sono il Bennu, l’anima di Ra, la guida degli Dei nel Duat. Che mi sia concesso entrare come un falco, ch’io possa procedere come il Bennu, la Stella del Mattino… cantando così divinamente da incantare lo stesso Ra.”

La simbologia della Fenice, con la sua vittoria sulla morte e la rinascita dalle proprie ceneri, ben si addice alla figura di Gesù Cristo, presumibilmente per via del fatto che tornava a manifestarsi tre giorni dopo la morte, e come tale venne adottata quale simbolo paleocristiano di immortalità, resurrezione e vita dopo la morte.

La simbologia dell’airone purpureo (dal greco Φοῖνιξ, Phoenix, “rosso porpora”) degli Egizi è collegata ad una delle tre fasi della Grande Opera dell’alchimia, la Rubedo, su cui tanto si è focalizzato il pensiero di Carl Gustav Jung.

La Fenice rappresenta la fase finale del processo alchemico e gli alchimisti riposero in essa il significato della spiritualizzazione completa, della rinascita della personalità, risultato finale della Grande Opera.

Essendo la Fenice capace di elevarsi dalle ceneri della propria distruzione, rappresenta il congiungimento dell’inizio e la fine di ogni ciclo. Il compimento della Rubedo segna la realizzazione della Pietra Filosofale, una sostanza in grado di conferire l’immortalità, di acquisire l’onniscienza e di trasmutare i metalli vili in oro.

Le trasmutazioni alchemiche rappresentano una metafora dei cambiamenti che avvengono nell’ambito dell’interiorità umana. In questa prospettiva la Rubedo rappresenta l’accettazione da parte dell’individuo dell’ombra e delle sue contraddizioni più profonde.Descrizione: https://associazioneperankh.files.wordpress.com/2021/03/img_20210225_024658_481.jpg?w=500

Carl Gustav Jung ha evidenziato che la Fenice, per le caratteristiche ben note, simboleggia il potere della resilienza, l’ineguagliabile abilità di rinascere molto più forti, coraggiosi e luminosi.  

Jung ha dunque descritto l’ultima fase del processo alchemico come la piena realizzazione del processo di individuazione, finemente associabile al simbolo della Fenice che grazie alla distruzione della sua “vecchia natura” è ora libera di rinascere con uno spirito rinnovato e reso sottile, etereo, dalle fiamme trasmutanti e sublimanti del fuoco. 

C’è una locuzione latina che viene assimilata all’immagine della Fenice: “Post Fata Resurgo”, che si può tradurre “Dopo la Morte Risorgo”: l’immortalità non si fonda sulla negazione della morte ma sulla sua potenza rigeneratrice attraverso le fiamme purificatrici. Il potere della Fenice deriva quindi non dall’annullamento del declino ma dalla sua capacità di accoglierlo e di trasformarlo, o meglio, trasmutarlo per usare un termine proprio degli alchimisti.

La Fenice pertanto simboleggia non solo l’eternità dello spirito ma anche tutte le morti e le rinascite che l’uomo compie in vita, dando così una possibilità alla propria evoluzione.

Morire e rinascere in vita significa abbandonare per scelta determinati atteggiamenti, azioni, situazioni e modi di pensare, poiché ci portano inequivocabilmente allo stesso risultato: la Fenice quindi è simbolo di forza e di resistenza fisica, prepararsi ad un probabile “fallimento” consapevoli della rinascita.

La fenice simbolo di rinascita

La leggenda narra che la fenice sia un uccello mitologico dalla straordinaria bellezza e dal canto melodioso. All’approssimarsi della morte si costruisce un rogo di legno e muore tra le fiamme per poi risorgere dalle sue stesse ceneri che successivamente trasporta in volo ad Eliopoli, l’antica città egizia dove sorgeva l’altare del Sole.

Fenice

La fenice è sicuramente l’animale più bello fra tutte le creature fantastiche e leggendarie. Adorna di penne di porpora e d’oro, colore del sole nascente, la fenice possedeva una voce melodiosa che prendeva accenti lugubri all’approssimarsi della morte. Le altre creature erano allora così soverchiate dalla sua bellezza triste, che cadevano morte a loro volta.

Secondo la leggenda, poteva esistere una sola fenice per volta, e dato che viveva in un unico esemplare, per riprodursi doveva ricorrere a una ben strana forma di partogenesi: rinasceva dalle proprie ceneri.

Allorché l’uccello sentiva arrivare la morte, si costruiva un rogo in legno di cinnamomo selvatico e moriva tra le fiamme. Ma dalle sue ceneri subito sorgeva una nuova fenice, che con tenerezza filiale raccoglieva le ceneri della genitrice in un uovo di mirra e le trasportava in volo ad Eliopoli, l’antica città egizia dove sorgeva il grande Altare del Sole, sul quale le depositava. Si raccontava che quelle ceneri possedessero il potere di richiamare in vita un morto. Il dissoluto imperatore romano Eliogabalo decise di mangiare carne di fenice, appunto per acquistare l’immortalità. Si cibò di un uccello del paradiso, che gli era stato imbandito sotto mentite spoglie. E infatti non ottenne l’effetto sperato: morì assassinato poco tempo dopo.

Gli studiosi moderni pensano che l’origine di questa leggenda vada ricercata in Oriente. Sarebbe poi stata adottata dai sacerdoti di Eliopoli, adoratori del Sole, come un’allegoria della quotidiana morte e rinascita dell’astro.

Come tutti i grandi miti, la storia della fenice tocca corde profonde nel cuore dell’uomo: gli artisti cristiani fecero della fenice un simbolo popolare della resurrezione del Cristo. Stranamente, il nome di questo mitico uccello deriva probabilmente da un errore commesso dallo storico greco Erodoto, che visse nel V secolo a.C. Riferendosi a questo uccello, nelle sue storie, lo chiamò Phoenix per il fatto che veniva di frequente raffigurato sopra una palma che in greco veniva appunto chiamata “phoenix”.

Ricapitolando…

La fenice nelle diverse culture

L’Antico Egitto

I primi a parlare di una leggenda simile a quella dell’araba fenice sono stati gli antichi egizi con la storia del Benu: si tratta di una divinità consacrata al Dio Ra, raffigurata come un uccello mitologico simile a un airone, che simboleggia il ciclo della nascita e della resurrezione dopo la morte.

La fenice per i greci

La fenice viene riproposta in seguito dalla letteratura della Grecia antica, rappresentata come un’aquila variopinta che risorgeva dalle proprie ceneri: prima di morire, costruiva una catasta di piante e vi si adagiava sopra, lasciando che il sole le bruciasse. Quando il fuoco si spegneva, dalle ceneri nasceva una piccola larva che, grazie al calore del sole cresceva per trasformarsi in una nuova fenice.

Descrizione: fenice significato cultureLa fenice nelle culture della storia

L’araba fenice in letteratura: dalla Bibbia all’Inferno

La fenice viene nominata anche nella Bibbia e, più precisamente, nel libro dell’Esodo. La prima descrizione dettagliata di questo mitologico uccello infuocato si deve però allo storico greco Erodoto, secondo cui la fenice partiva dall’Arabia: è proprio da qui che nasce l’errata denominazione di “araba fenice”.

Anche Ovidio descrive a suo modo la fenice, come un uccello che vive 500 anni e dal cui corpo nasce un nuovo, giovane esemplare destinato a una vita altrettanto lunga.
Mentre il primo bestiario cristiano, intitolato “Il Fisiologo”, dedica al volatile mitologico un intero paragrafo nel quale parla di “un uccello che vive in alcune zone dell’India” e che vive 500 anni per poi trasformarsi nel Salvatore Gesù Cristo quando muore e rinasce.

Un ulteriore ed illustre esempio della fenice in letteratura viene dall’Inferno di Dante: l’autore della Divina Commedia la cita nel XXIV Canto come esempio di animale in grado di morire e rinascere, contribuendo all’ancora attuale modo di dire “essere una fenice”, per indicare qualcosa di unico, introvabile e inafferrabile.

La fenice nella cultura orientale

La fenice è nominata praticamente in tutte le culture della storia del mondo: da quella assira, a quella inca, passando per la Russia e i nativi americani. Molto presente anche nella cultura orientale, la fenice è cara a cinesi, giapponesi e indiani.

In Cina, la fenice è chiamata Feng e rappresenta uno degli animali sacri che guidano il destino del paese, assieme alla tigre bianca (Bai Hu), all’unicorno (Ki-lin), alla tartaruga o serpente (Gui Xian) e al drago (Long). Secondo i cinesi, la fenice è simbolo di potere e prosperità e poteva essere sfoggiata soltanto dall’Imperatore e dall’Imperatrice.

In Giappone, la fenice è chiamata Ho-ho o Karura e simboleggia l’inizio di una nuova era: rappresentata come una gigantesta aquila ricoperta di piume d’oro e una corona di gemme magiche intorno alla testa, mentre sputa fuoco dal suo enorme becco.

Nelle culture buddista e induista, la fenice è chiamata Garuda ed è un essere mitologico con ali e becco di aquila, corpo umano, faccia bianca, ali rosse e corpo dorato: impersonifica uno dei supremi veggenti d’infinita coscienza e, secondo la leggenda, ha il potere di riportare in vita gli esseri viventi.

Significati simbolici della fenice

Descrizione: fenice tatuaggio simboloLa fenice, simbolo di rinascita

L’araba fenice, o semplicemente fenice, è da sempre scelta come soggetto di tatuaggi per il suo significato simbolico di eternità dello spirito, di rinascita dopo la morte, di evoluzione che deriva dalla comprensione di ciò che è stato (la fenice, infatti, risorge dalle proprie ceneri).

La rinascita della fenice non è una semplice resurrezione a sè stante, ma porta con se un intensa simbologia di abbandonare per propria scelta il passato e le sue convinzioni, a favore di una nuova vita basata su diversi presupposti.

Simbolo di coloro che scelgono consapevolmente di evolversi, la fenice ha il significato di proseguire nella propria crescita spirituale senza restare immobili nelle proprie abitudini e nelle proprie convinzioni: è abbandonare la sicurezza della routine, in favore di una nuova vita sconosciuta ma ricca di nuove esperienze.

Curiosità sulla fenice

Nella cultura cinese esiste un detto che dice “splendore di drago e bellezza di fenice”: questo adagio si riferisce al massimo splendore e alla più alta dignità dell’uomo e della donna. In Cina, infatti, il drago rappresenta l’imperatore e la fenice incarna l’imperatrice, uniti indissolubilmente in un simbolo unico che rappresenta l’unione perfetta tra due poli differenti, ma complementari.

Oltre che in svariati esempi della letteratura classica e religiosa, la fenice è nominata anche nel libretto di Così fan tutte, opera scritta da Lorenzo Da Ponte e musicata da Mozart: riprendendo quasi fedelmente i versi di Metastasio, l’araba Fenice è descritta come “la fede delle femmine (…) che vi sia ciascun lo dice, dove sia nessun lo sa”.

La fenice è protagonista di moltissime storie di manga giapponesi, come ad esempio I cavalieri dello zodiaco e Ken il guerriero. A proposito di zodiaco, non dimentichiamo che la fenice ha un posto anche nell’Astronomia con l’omonima costellazione dell’Emisfero Sud composta da 11 stelle e chiamata così da Johann Bayer nel 1603.

L’ASCESA ATTRAVERSO I DIFFERENTISEPHIROTI O MONDI DELLO SPAZIO“La Cabala si perde nella notte dei secoli, là dove l’Universoebbe la sua gestazione, nel ventre della Maha Kundalini, la GrandeMadre. La Cabala è la Scienza dei Numeri”.“L’Universo è fatto con la Legge del Numero, della Misura edel Peso; le Matematiche formano l’Universo; i Numeri vengono adessere entità viventi”.“I Teosofi parlano di Piani e Sottopiani e questi sono i DieciSephiroti: Dieci Emanazioni dell’Eterna Madre Spazio, DieciOndate che servono come fondamento alla Grande Madre”.“I Sette Pianeti del Sistema Solare sono i Sette Sephiroti e ilTriuno Sole Spirituale è la Corona Sephirotica”.“Questi Sephiroti vivono e palpitano dentro la nostra Coscienzae dobbiamo imparare a manipolarli e combinarli nel meravigliosolaboratorio del nostro Universo Interiore. Grazie ai Sephiroti ci sipuò trasformare in Uomini; ci sono anche Sephiras: così come cisono ioni positivi ci sono ioni negativi”.“Abbiamo bisogno di realizzare questi Dieci Sephiroti perchésono qui con noi. Questi Dieci Sephiroti realizzati in un individuo loconvertono in un Auto-Realizzato, sembrano gemme preziose incastonate,è qualcosa di meraviglioso”. “regioni” o “mondi”, ubicati indistinte dimensioni della Natura e del Cosmo. Così la conoscenzasi rende più intelligibile e più chiara.-4-Il MONDO FISICO tridimensionale d’Euclide non è tutto; soprae sotto esistono altre regioni dell’Universo. È indubitabile che soprala regione tridimensionale d’Euclide abbiamo le dimensioni superiori,è indubitabile che sotto la regione tridimensionale abbiamole infradimensioni naturali, debitamente ubicate dentro l’organismoplanetario in cui viviamo.Se esaminiamo accuratamente il Mondo Fisico che ci circonda,vedremo molteplici fenomeni di tipo meccanico: bio-elettrico,fisiologico, metabolico, catalitico, chimico, calorico, ecc., che senzadubbio devono avere una base, un fondamento. Sarebbe completamenteassurdo, per esempio, supporre che un organismo vivente,formato esclusivamente con molecole chimico-fisiche abbia capacitàdi parlare, di pensare, di sentire e di agire. Se questo fosse così,potremmo costruire organismi simili.Si potrebbe obbiettare dicendo che “i robot fanno meraviglie”.Questo non lo neghiamo in alcun modo, però ovviamente nessunrobot potrebbe, per esempio, fondare una scuola di pensiero,nessun robot sarebbe capace di scrivere un’opera esoterica trascendentale.Io vorrei sapere qual è il robot che potrebbe scrivereun’opera tanto meravigliosa quanto “La Dottrina Segreta” di HelenaPetrovna Blavatsky.Così dunque, i robot hanno capacità di agire, sì, però limitata;funzionano in accordo con i loro limiti meccanici, non potrebbero dase stessi attuare o superare i limiti che sono stati loro fissati.Non abbiamo trovato finora nemmeno un “Frankestein” chepossa imitare un essere umano (non c’è). Tutto questo c’invita acomprendere, con piena chiarezza, che il Mondo Tridimensionaledi Euclide non è tutto…Senza dubbio la regione chimico-fisica ha bisogno di un“nexus formativus”, un basamento sul quale possa funzionare. Seesaminiamo un qualunque organismo vedremo che ha i processid’assimilazione, eliminazione, riproduzione, percezione, sensazione,calorie, ecc. Ovviamente, questo ci indica che oltre le molecolemeramente chimiche esistono strutture, basamenti che la scienzaufficiale ignora.Senza dubbio sappiamo che tutti i fenomeni chimico-fisici sonosostenuti dal Corpo Vitale del pianeta Terra. Il MONDO ETERICOo VITALE, è dunque, la Quarta Coordinata, la Quarta Verticale del-5-Mondo Fisico. Il Mondo Eterico è, diciamo così, la zona tetradimensionaledi questo pianeta nel quale viviamo e ci muoviamo.Però se la Terra ha il suo doppio, il suo duplicato esatto, il suoPRINCIPIO DI VITA, il suo Corpo Vitale, l’organismo umano, comequalunque altro organismo animale, ha anche il suo proprio CorpoVitale. Quest’ultimo, dobbiamo sapere, è costituito da quattro modalitàdi Eteri:a) ETERE CHIMICO c) ETERE DI LUCEb) ETERE DI VITA d) ETERE RIFLETTOREIl primo, l’Etere Chimico, è quello che è in relazione con tutti iprocessi biochimici organici, con i processi di assimilazione e di eliminazioneorganica. Il secondo, l’Etere di Vita, serve come mezzoalle forze che lavorano con i processi della riproduzione delle razze.Il terzo, l’Etere di Luce, è quello che permette a tutti gli organismi lepercezioni sensoriali esterne, così come quelle extrasensoriali. E ilquarto principio vitale, l’Etere Riflettore, è in intima relazione con idiversi funzionalismi dell’immaginazione e della volontà in tutte lecreature.Se vediamo un fiore, possiamo ammirarne non solamente leforme geometriche e i petali meravigliosi, ma anche il suo colore.Indubbiamente, questi colori naturali sono in relazione intima conl’Etere di Luce della creazione.L’occhio dell’aquila meraviglia per la sua acutezza: è ben risaputoche percepisce dalle nubi un qualsiasi uccello, un qualsiasirettile, e che immediatamente si precipita per cacciarlo. Questo è ilsuo alimento, è chiaro, però quest’occhio d’aquila ci sta indicandol’Etere di Luce. Non sarebbe possibile l’esistenza delle percezionisenza l’Etere di Luce.Ammiriamo la forza della volontà dei grandi geni, e questo è inrelazione con l’Etere Riflettore. Luce, calore, colore e suono possonocristallizzare in tutta la creazione mediante i quattro Eteri universali.Quando l’esoterista (con i suoi Eteri di Luce e Riflettore completamenteassorbiti nel suo Corpo Astrale) visita queste zone,diciamo così, edeniche o paradisiache del Mondo Eterico, scoprevere meraviglie, vere bellezze. Là, le montagne diventano traspa-6-renti come il cristallo e hanno un bel colore azzurro; i mari e le campagnesi vedono azzurre. Questo è il colore base del Mondo Vitale,ma questo non vuol dire che nel Vitale non esista tutta la gammadei colori.Quelli che suppongono che il “Paradiso Terrestre” era situatonel tale o nel quale luogo della Terra, sono in errore. La spiegazioneche dà la Bibbia, a proposito dei fiumi Tigri ed Eufrate, a propositodel “Paradiso”, “l’Eden”, situato là in Mesopotamia, ecc., è completamentesimbolica. Il “Paradiso Terrestre” è il Corpo Vitale delpianeta Terra, è la sezione superiore di questo mondo tridimensionaled’Euclide. Il corpo vitale terrestre, serve d’appoggio alla vitaorganica di tutto il nostro mondo Terra.Così dunque, il Mondo Vitale è qualcosa su cui vale la penainvestigare… Nell’Eden, esistono vere meraviglie. Chiunque sappiaviaggiare con il Corpo Vitale per il “Paradiso”, potrà vedere là, razzeumane esistenti. Ci sono razze paradisiache che vivono nellaQuarta Verticale, che sono umane; convivono al nostro fianco, masono invisibili a noi. Conosco una razza di quelle; hanno corpo fisicoe convivono attorno a noi, senza che le persone li vedano, acausa delle diverse modificazioni della materia.Ancora ci sono razze umane che non sono uscite dal Paradisoe sono felici; persone di carne ed ossa, invisibili alle persone chevivono nella regione tridimensionale d’Euclide; persone edeniche,paradisiache che ancora non hanno mangiato di quel frutto di cuici è stato detto: “Non mangiatelo, perché se mangerete di questofrutto, morirete!”; persone che hanno saputo obbedire a quest’ordine…Tutte le creature del regno animale sono organizzate. LeEssenze, diremo, che si reincorporano incessantemente nei distintiorganismi animali si chiamano “Elementali”. Questi accorrono ailoro Templi segreti e tali Templi sono situati nel “Paradiso”, nellaQuarta Verticale. Sono i Templi della Natura.Gli “Elementali” delle piante (ogni pianta ha il proprio), sonoorganizzati in famiglie. Per esempio, una è la famiglia delle arance,un’altra quella della menta, altra quella dei pini, e tutte questefamiglie vegetali hanno i loro Templi nel Mondo Eterico; là vengonoistruiti dai Deva. Tali creature aspirano a convertirsi un giorno inesseri umani.-7-Nell’Eden, in altre parole, nel Mondo Eterico, nel “Giardinodelle Esperidi” (come diceva Don Mario Roso de Luna, l’insignescrittore spagnolo), nella “Terra Promessa” di Mosè, dove “i fiumid’acqua pura di vita emanano latte e miele”, esistono bellezze realmenteincalcolabili.Uno rimane estasiato quando contempla gli Gnomi tra le rocce,queste piccole creature citate da Felipe Teofastro Bombastrodi Hohenheim (Aureola Paracelso); uno si sente sconvolto quandovede nelle fiamme le Salamandre (quelle creature che sembranopiccole lucertole di casa, certamente abbondano nell’elemento fuoco);uno non può che commuoversi quando contempla i Silfi giocherellonidel Mondo Eterico, mentre danno forme capricciose allenubi; uno non può che rimanere estasiato, realmente, nel vederele Nereidi dell’immenso mare, costruire i loro palazzi nel fondo deimari. Ci è stato detto che quando una di loro s’innamora di un essereumano, allora lo porta al suo abitacolo, nel fondo sottomarino,e forma un focolare con lui. È ovvio che l’umano disincarna, perchési è sposato con una Nereide.Nel Mondo Eterico troviamo creature insignificanti, ma di unpotere immenso. Ci sono certi “Elementali” di tali regioni che è sufficientetoccarli con il filo della “Spada Fiammeggiante” perché scateninouna tempesta, o perché questa cessi o finisca. Ci sono altriche hanno poteri sui vulcani in eruzione.Nel Mondo Eterico lavorano gli Angeli della Vita. Quelli chehanno la missione grandiosa di dotare di un Corpo Vitale ogni essereumano che ritorna, o che si reincorpora. Tali Deva, ovviamente,hanno potere sulle ACQUE AMNIOTICHE e in generale su tutta lamateria…Oltre il Mondo Vitale abbiamo il MONDO ASTRALE. Rimaniamoammirati quando contempliamo tale regione. La LUCE ASTRALE è“l’AZOTO” e la “MAGNESIA” degli antichi alchimisti, è il “DRAGONEVOLANTE” di Medea, “l’INRI” dei cristiani, il “TAROCCHI” deiBoemi; è il fuoco staccato dal nimbo del Sole e fissato sulla Terradalla forza della gravità e dal peso dell’atmosfera.Il Mondo Astrale è meraviglioso. Di per sé, è il mondo del colore;ha sette tonalità basilari, fondamentali, in accordo con le settenote musicali, in accordo con i sette colori basilari dello spettrosolare. Il Mondo Astrale ha regioni straordinariamente sublimi, ed-8-altre, disgraziatamente infernali. Sono due sezioni perfettamentedefinite: una la potremmo denominare “Astrale Superiore” e l’altra,come dicono gli Indiani, il “Kamaloka Inferiore” (Astrale Inferiore).Lì vivono le “colonne” di angeli e di demoni, combattendosi mutuamente.Nel Mondo Astrale troviamo le anime dei morti, dei defunti, troviamoquelli che hanno già lasciato il loro involucro corporeo. Làtroviamo anche i Deva della Natura.Quelli che si dedicano alla Magia pratica, si trovano specialmenteubicati nel Mondo Astrale. Ricordiamo precisamente EliphasLevi, l’Abate Alfonso Luis Constant: è un grande Maestro che si trovaubicato, senza dubbio, nel Mondo Astrale. Là vive, là lavora, làesiste, perché è un Mago (s’intenda per Mago il saggio, l’illuminato,colui che ha impugnato il bastone del potere, colui che ha sviluppato,nella sua anatomia occulta, il “Fuoco Serpentino-Anulare”).Nel Mondo Astrale si possono invocare gli angeli e anche idemoni. Esistono forme angeliche, ineffabili, mediante le quali èpossibile che gli Elohim (Dei) ci assistano; ma esistono formulemantriche diaboliche, o liturgiche, mediante le quali è possibile invocarei demoni…A noi, tuttavia, c’interessa la sezione superiore del MondoAstrale, lì dove possiamo invocare gli Dei Creatori dell’Universo; lìdove possiamo assistere ai Templi dei Misteri, nei quali si riunisconoi Maestri della Fraternità Universale Bianca…Non c’è cosa che non abbia la sua controparte Astrale; epersino lo stesso pianeta Terra ha la sua controparte nel MondoAstrale…Molto più in là del Mondo Astrale abbiamo il MONDOMENTALE, il Mondo della Mente Cosmica. I teosofi assicurano chequesta regione è il “Devachàn”, che lì, dopo la morte, i disincarnatipassano un’epoca felice prima di ritornare. Noi enfatizziamo l’ideache sebbene è certo che la parte superiore del Mondo Mentale èstraordinariamente bella, ma non per questo tutti gli esseri umanihanno accesso a questa parte superiore; è normale che ritornino,che ritornino senza aver goduto delle delizie del “Devachàn”.Nel Mondo della Mente, troviamo sapienza, saggezza. Lì sitrovano tutti i Templi degli Dei, come i Templi di Ermete Trismegisto,-9-dove sono descritte le sue opere, dove si citano i suoi miracoli, meravigliee grandi fatti, ecc.Nel Mondo della Mente c’è dolore o felicità, tutto dipende dallaregione dove ci troviamo. Nelle regioni inferiori del Mondo dellaMente, c’è dolore; nelle regioni superiori del Mondo della Mente,c’è felicità.Nel Mondo della Mente, troviamo anche molti Deva che amanol’umanità. Questi lavorano per il bene comune, questi lottano per ilbene di tanti e tanti milioni di persone che popolano la faccia dellaTerra…Oltre il Mondo della Mente c’è il MONDO CAUSALE. Si chiamacosì perché lì le cause e gli effetti si processano incessantemente inun eterno “ORA”, in un eterno presente.I diversi autori di Teosofia Orientale assicurano che “dopola morte la maggior parte degli esseri umani entrano nel MondoCausale”. Tale concetto è errato, perché se è molto entrare persinoal Mondo Mentale superiore, lo è molto di più entrare nel MondoCausale.Tale mondo è di un colore azzurro elettrico intenso, profondo,straordinario. Il Mondo Causale risplende meravigliosamente; lemontagne si vedono tinte di un colore azzurro ineffabile. Esistonomolti altri colori, però il colore fondamentale ritorna ad essere l’azzurro.È un mondo di cause ed effetti; là vediamo il KARMA in azione,là vediamo come si svolgono cause ed effetti nell’istante eternodella vita. Il Mondo Causale è un mondo, diciamo così, di ondate diazione e conseguenze; là i PRINCIPATI maneggiano il KARMA congrande saggezza.In questo Mondo delle Cause Naturali s’incontrano moltiBodhisattva che lavorano sotto la direzione del loro Reale Essere.In questo mondo regna la musica, il suono. Tutti coloro chearrivano alla “Quinta Iniziazione del Fuoco” vengono fatti Adepti ehanno il permesso di entrare al Mondo della Musica. Là si trova ilTempio della Musica delle Sfere.Uno dei Guardiani del suddetto Tempio è un Grande Maestroche quando visse nel Mondo Fisico si chiamò Beethoven. È unGrande Iniziato; le sue nove sinfonie sono meravigliose.-10-Tutti coloro che arrivano a questa Regione devono imparare lenozioni fondamentali della Musica perché la Musica è il Verbo. Inquesta sublime Regione si ode la Musica delle Sfere che si basa suiTre Compassi del Mahavàn e del Chotavàn che mantengono l’Universonel suo ritmo, e la sua marcia è perfetta, non ci può essereerrore in questa musica.E lasciando questa regione passiamo al MONDO BUDDHICOo INTUIZIONALE. Il Corpo Buddhico o Intuizionale dell’Universoè grandioso, sublime, abbraccia tutto il Sistema Solare e molto dipiù. È un mondo dove sentiamo veramente l’unità della vita, dovenoi comunichiamo, diciamo così, con tutto il Sistema Solare di Ors.Si dice “Intuizionale” perché lì siamo perfettamente intuitivi; è permezzo dell’Intuizione che si può imparare, in questa regione, la conoscenzatrascendentale, divina.Tuttavia, non potremmo entrare nel Mondo Buddhico oIntuizionale, se prima non abbiamo conosciuto la nostra propriarealtà intuitiva, se prima non abbiamo sviluppato quest’Intuizione.Esiste una chiara differenziazione tra ciò che è il processo ragionativo-comparativo, e ciò che è l’Intuizione. La Ragione si appoggiasul processo di comparazione: “Questo è bianco perchéquello è nero”, o viceversa. “L’Intuizione”, è qualcosa di differente:è percezione diretta della Verità, senza il processo deprimente dell’opzione…Oltre ad esso, nel fondo, c’è ATMAN “l’Ineffabile”. Il MONDO DIATMAN, ovviamente, è un mondo di straordinaria bellezza.Coloro che penetrano nel Mondo di Atman, il Mondo delloSpirito, puro e ineffabile, possono verificare in questa regione, chequi tutto si riduce a numeri; che è una regione terribilmente reale. Inquesto mondo non vediamo le cose tali come sono, ma le immaginidelle cose.Nel Mondo Atmico si sa quanti atomi ha una tavola, quantoKarma il mondo deve pagare, si sa quante molecole vivono in ognicorpo. È un mondo di matematiche, un mondo realista. In un tempiosi sa che quantità di persone sono Auto-Realizzate e chi invecenon lo è. Se ci si mette davanti ad una cucina si sa che quantitàdi atomi hanno gli alimenti che stiamo per mangiare. È un mondoterribilmente realista.-11-Una notte in cui mi trovavo nel Mondo di Atman, penetrai inun teatro. Lì si misurava il Karma, e su uno schermo, che è quellodella creazione, si vide come i Maestri del Karma agirono e suuna grande bilancia venne collocato il Karma delle due potenze piùgrandi del mondo, uno in ogni piatto, e la bilancia s’inclinò sfavorevolmenteal Colosso del Nord; il quale è debitore di un gran Karma,va in declino, va a cadere fulminato, perché ciò che si deve bisognapagarlo in qualunque modo…Oltre il Mondo di Atman, molto più in là, troviamo il NIRVANA.Il Nirvana è la regione della suprema felicità, nel Nirvana si sviluppala vita libera nel suo movimento, dentro un istante eterno, dentro uneterno “ora”. Gli abitanti del Nirvana sono infinitamente felici, sonoal di là del bene e del male.Esistono “Nirvani con residui” e “Nirvani senza residui”. Ches’intende per “Nirvani con residui”? S’intende per “Nirvani con residui”coloro che ancora hanno alcuni “elementi” dell’Ego. Non è chepenetrano nel Nirvana con l’Ego, ma lasciano qui, nel mondo sensibile,“elementi” dell’Ego, “elementi” che non hanno dissolto.E che cosa s’intende per “Nirvani senza residui”? Sono coloroche già dissolsero assolutamente ogni “elemento indesiderabile”,che non hanno nulla di soggettivo, che non hanno lasciato in questomondo nessun “aggregato psichico” inumano, che sono, diciamocosì, “ben morti”…Ma il Nirvana non è tutto; oltre il Nirvana c’è il Mondo delPARANIRVANA, dove la felicità aumenta in forma straordinaria, emolto più in là del Paranirvana c’è il MAHAPARANIRVANA, e moltopiù in là, alla fine entriamo nel MONDO MONADICO.Qual è il Mondo Monadico? Il Mondo del Terzo Logos, la regioneineffabile e straordinaria dove SHIVA, il Terzo Logos, vive e palpita.Ognuno, in questa regione, ha il suo SHIVA particolare, divino,il suo RE che un giorno dovrà entrare qui nell’esistenza sensibile,che un giorno dovrà incorporare nei suoi organismi, che un giornodovrà ricoprirsi con la sua presenza.Esistono regioni ancora superiori, come quelle del CristoCosmico e quelle del Padre…Dobbiamo capire, miei cari amici, che oltre tutto quello scenariouniversale, oltre tutta questa serie di mondi che abbiamo descritto“grosso-modo”, si trova la SEITÀ INCONOSCIBILE dinanzi-12-alla quale tutti, uomini e Dei, si prosternano con grande umiltà. Sechiedessimo a qualsiasi Adepto della Fraternità Universale Biancaqualcosa di se stesso, direbbe: “Sono soltanto sulle spiagge di unmare vastissimo e grandioso”…La Cabala ebraica ci parla delle “EMANAZIONI SEPHIROTICHE”,però, quali sono queste Emanazioni Sephirotiche? Qui abbiamoparlato “grosso-modo” di mondi o regioni soprasensibili, per renderela conoscenza più comprensibile, però in realtà questi mondio regioni sono le menzionate emanazioni. Questo vuol dire cheMONDO SOPRASENSIBILE e SEPHIROTE è lo stesso.Da dove sorsero questi mondi che, come vediamo, non sonoaltro che gli stessi Sephiroti della Cabala? Come vennero all’esistenza?Sono emanati dall’ASSOLUTO. Che cosa? È così: i Sephirotiemanano dall’Assoluto!… Ma questo, amico lettore, sarà motivo distudio nel nostro prossimo capitolo…-13-L’EMANAZIONE DEI SEPHIROTIDAL SACRO SOLE ASSOLUTO“Ogni religione confessionale ha il suo centro di gravità specifico.Se studiamo giudiziosamente il Buddhismo esoterico trascendentale,possiamo evidenziare che è troppo astratto, troppo profondo,che appartiene a certi stati di Chesed; questo ci permette di direcon piena certezza che il centro di gravità specifico della religioneBuddhista è Kether, l’Anziano dei Giorni, il Vecchio dei Secoli”.“Bene, se analizziamo la religione Egiziana, o Nahuatl, Azteca,Maya, Zapoteca, Persiana o Caldea, scopriremo il centro di gravitàspecifico in Yesod; già sappiamo tra parentesi, che la Pietra Cubicadi Yesod è il Sesso, e che tale Sephirote si trova negli organi sessuali”.“Ma se studiamo accuratamente l’esoterismo Cristiano, scopriremoil centro di gravità specifico in Tiphereth, il Figlio dell’Uomo,ed è alla luce del suo Sephirote che dobbiamo cercare di comprenderela mistica del Cristianesimo autentico. “I Dieci Sephiroti”L’Assoluto è l’Essere di tutti gli Esseri. Egli è ciò che È, ciòche sempre è stato e ciò che sempre sarà. Egli si manifesta comemovimento e riposo astratti e assoluti. Egli è la causa dello Spiritoe della Materia, però non è né l’uno né l’altra. L’Assoluto è oltre lamente; questa non può comprenderlo, per questo motivo dobbiamointuire la sua natura.Lo Spazio Astratto Assoluto è la Causa Causorum di tutto ciòche è, ciò che è stato e ciò che sarà…Lo Spazio profondo e felice è certamente l’incomprensibile“Seità”, la mistica radice ineffabile dei Sette Cosmi, l’origine misteriosadi tutto ciò che conosciamo come spirito, materia, universi,soli, mondi, ecc.Questo, lo Spazio della Felicità, è una tremenda realtà oltrel’Universo e gli Dei, “Quello” che non ha alcuna dimensione, e inverità è ciò che sempre è stato e sarà; è la vita che palpita intensamentein ogni atomo ed in ogni sole.-14-L’Assoluto è la suprema realtà, spazio astratto che si manifestasoltanto come movimento astratto assoluto, felicità senza limiti,onniscienza totale. L’Assoluto è luce increata e pienezza perfetta,vita libera nel suo movimento, vita senza condizioni, senza limiti.Nell’Assoluto passiamo oltre il Karma e gli Dei; oltre la Legge.La mente e la coscienza individuale servono solo per mortificarci lavita. Nell’Assoluto non abbiamo mente né coscienza individuale. Lìsiamo l’Essere incondizionato, libero ed assolutamente felice.Nell’Assoluto, esiste la più piena libertà, la più assoluta felicitàperché è governato dall’Unica Legge; sfortunatamente, nella misurain cui noi ci allontaniamo sempre più dal Sacro Sole Assoluto, penetriamonei mondi ogni volta più complicati, dove viene introdottol’automatismo, la meccanicità ed il dolore.L’Assoluto ha tre aspetti:1) AIN2) AIN SOPH3) AIN SOPH AURAIN che è lo stesso Sat in Sanscrito, cioè l’ImmanifestatoAssoluto. “Quello” dinanzi al quale tremano gli Dei e gli uomini.È la Radice dello spirito e della materia; ma non è né l’uno nél’altra. Trascende le leggi del numero, misura e peso, lato per lato,quantità, qualità, davanti, dietro, sopra, sotto, ecc.È l’immutabile in profonda astrazione Divinale, Luce che maiè stata creata da nessun Dio né da nessun uomo, ciò che non hanome.AIN SOPH, che è il secondo aspetto, è dove già esiste certamanifestazione; là rimangono tutte le creature quando arriva il GranPralaya (Notte Cosmica), perché non hanno diritto a penetrare alAin, cioè, l’Immanifestato Assoluto, oltre il pensiero, oltre il Verbo,oltre l’atomo, il suono, oltre tutto ciò che ha forma, numero, peso,ecc.Dall’Ain Soph viene emanata tutta la creazione, ma la creazionenon è uguale né nella sua essenza né in potenza all’Ain Soph.In Ain Soph esiste una strana evoluzione che né gli Dei négli uomini conoscono. La sua esalazione viene chiamata Giorno-15-Cosmico (Mahavantara), la sua inalazione Notte Cosmica (GranPralaya).Durante la Notte Cosmica l’Universo si disintegra in Ain Soph.Prima che il cuore fiammeggiante del Sistema Solare di Ors nelquale viviamo, ci muoviamo e abbiamo il nostro Essere, cominciassea palpitare intensamente dopo il Gran Pralaya, il tempo nonesisteva, poiché giaceva addormentato nel seno profondo delloSpazio Astratto Assoluto.Alla fine del Mahavantara, le Sette Dimensioni basilari dell’Universorimangono ridotte ad un semplice punto matematico che siperde come una goccia nel Grande Oceano, è evidente che allorail tempo smette di esistere.I mondi come gli uomini, gli animali e le piante, nascono, crescono,invecchiano e muoiono. Tutto ciò che respira sotto il Sole,ha un tempo definito.La saggezza antica dice che Brahma, il Padre, l’Oceano delloSpirito Universale di vita, quando la Grande Notte arriva (quello chegli indiani chiamano Pralaya o dissoluzione dell’Universo), si sommergenello Spazio Astratto Assoluto durante sette Eternità.Le sette Eternità significano “evi” o periodi di tempo totalmentedefiniti, chiari e precisi.Ci è stato detto che un Mahavantara, il Giorno Cosmico, ha untotale di 311.040.000.000.000 di anni. È ovvio che un Mahapralaya,la Notte Cosmica, equivale alla stessa quantità di tempo.Quando arriva la notte profonda dei creatori di questo SistemaSolare, questi verranno assorbiti nel seno dell’Assoluto. I pianeti,il Sole, la Terra e la vita saranno scomparsi con tutte le ScintilleVerginali, e rimarrà solo un gruppo di Lune. A noi corrisponde unaScintilla Verginale (il nostro Essere), ad ogni creatura vivente corrispondeuna Scintilla Verginale e queste verranno assorbite nell’Assolutoper sette Eternità.Se osserviamo Selene (la nostra Luna) vedremo che è un cadavere:ebbe una ricca vita, mari, vulcani; inoltre ci sono altre Luneche girano attorno a Marte, Saturno, ecc., che un giorno ebberovita. Nel passato Mahavantara, che fu un Padma o Loto d’Oro, sullaLuna ci fu un’umanità che ebbe le sue sette razze e morì.Prima dell’alba del Mahavantara, l’Universo dormiva nella terribileOscurità…-16-Lo Spazio è pieno d’Universi, mentre alcuni sistemi di mondiescono dalla notte profonda, altri arrivano al loro tramonto, qui culle,più in là sepolcri…Il terzo aspetto è l’AIN SOPH AUR secondo la Cabala ebraica.Ogni Universo dello Spazio Infinito possiede il suo proprio SoleCentrale e la somma di tali soli Spirituali, costituisce l’Ain Soph Aur,il Protocosmo, l’Assoluto Solare.L’Assoluto Solare è formato da molteplici Soli Spirituali,Trascendentali, Divini.Si è parlato molto a proposito del Sacro Assoluto Solare ed èovvio che ogni Sistema Solare, è governato da uno di questi SoliSpirituali. Sono veramente dei Soli Spirituali straordinari, scintillanti,con splendori infiniti nello spazio; sfere radianti che mai gli astronomipotranno percepire attraverso il loro telescopio.Questo vuol dire che il nostro sistema di mondi possiede il suoproprio Sacro Sole Assoluto, così come tutti gli altri Sistemi Solaridell’inalterabile Infinito…Lo Zero Assoluto Radicale in Aritmetica trascendentale, loSpazio Astratto in Geometria, la Seità inconoscibile (non si confondacon la Deità che è differente), non nasce, né muore, si reincarna.Da questo Tutto Inconoscibile o Zero Radicale, all’iniziare di unqualunque Universo siderale emana la Monade Pitagorica, il Padre-Madre Gnostico, il Purusha-Prakriti Indù, l’Osiride-Iside Egiziano,il Protocosmo Duale o Adam-Kadmon Cabalista, il Theos-Chaos,della Teogonia di Esiodo, l’Uranas o Fuoco ed Acqua Caldeo, l’Iod-Heve Semita, lo Zeru-Ana persiano, l’Uno-Unico, l’Aunadad-AdBudhista, il Ruach Elohim o Divino Spirito del Signore fluttuandosulle acque generatrici del primo istante.Nella Notte Profonda soltanto le tenebre riempivano il Tuttosenza limiti, poiché Padre, Madre e Figlio erano ancora una voltaUno, e il Figlio non si era ancora risvegliato nella Ruota e alla suaperegrinazione in essa.Sta scritto e con caratteri di fuoco inconfondibili nel Libro dellaGran Vita che alla fine del Mahavantara, Osiride (il Padre), Iside (laMadre) e Horus (lo Spirito Divino), si integrano, mescolano e fondonocome Tre Fuochi per formare una sola Fiamma.-17-Cerchiamo Osiride, Iside e Horus dentro noi stessi nelle ignoteprofondità del nostro proprio Essere Interno.Avete sentito parlare di Brahma? Egli è in se stesso Padre-Madre-Figlio.In ogni nuova Aurora Cosmica, l’Universo resuscita come laFenice dalle proprie ceneri.Nell’alba di ogni Mahavantara, la Monade si sdoppia nuovamentenella Diade e nella Triade.I tre: Padre, Figlio e Spirito Santo, provengono dal GRANDESOFFIO, in se stesso profondamente ignoto. Il Grande Soffio è quelraggio che ci unisce al Sacro Sole Assoluto; il Gran Soffio è l’OKIDANOCK,onnipresente, onnipenetrante, onnisciente, onnimisericordioso.Nell’aurora di qualunque creazione, il Sacro Sole Assoluto,emana il Gran Soffio: il Santissimo Okidanock, o l’Attivo Okidanock.Però, per se stesso l’attivissimo Okidanock (onnipresente e onnipenetrante)non potrebbe creare, o realizzare alcuna creazione. Eglipuò penetrare in qualsiasi unità cosmica che venga alla vita, peròmai rimarrà intrappolato da nessuna entità cosmica. Per poter creare(il Gran Soffio) deve sdoppiarsi nei tre ingredienti che costituisconoil SANTO TRIAMAZIKAMNO: le Tre Forze originali della Naturae del Cosmo (Padre, Figlio e Spirito Santo; Santo Affermare, SantoNegare e Santo Conciliare)…Quanto grande è la Creazione!… Però è necessario che acutizziamomolto l’intuizione, al fine di poter assimilare perfettamentequesta meravigliosa conoscenza… Per il bene dei nostri amatistudenti, analizziamo un po’ più accuratamente queste Tre Forzeprimarie della Creazione…Certamente il primo che emana è, parlando in termini cabalistici,KETHER, “l’Anziano dei Giorni”, ma noi dobbiamo comprendereche cos’è questo “Anziano”, che cos’è questo “Grande Volto”…La Cabala ebraica ci dice che è “l’Occulto dell’Occulto”, la“Misericordia delle Misericordie”, la “Bontà delle Bontà”. Senzadubbio Gesù lo specificò con una frase che è “ABBA” (PADRE).Certamente, è il nostro Padre che è in segreto e ci sono tanti Padrinel Cielo, quanti uomini sulla Terra (dice la grande Maestra HelenaPetrovna Blavatsky). Ed è così: Ciascuno di noi ha il suo Padre chesta in segreto, il suo Padre che sta nei Cieli (KETHER, “il Vecchio di tutte le Età”, “l’Anziano dei Giorni”, il “Grande Volto”); in lui sonocontenuti tutti gli altri Sephiroti.Nell’aurora della vita esiste solamente “l’Anziano dei Giorni”,il “Grande Volto”); in lui sono contenuti tutti gli altri Sephiroti.Nell’aurora della vita esiste solamente “l’Anziano dei Giorni”, ma dalui emana tutto il resto, da lui emanano tutti questi Sephiroti, mondio regioni che vengono alla manifestazione.Simbolicamente si dice che la capigliatura dell’Anziano deiGiorni ha 33 ricci e la barba 13 ciuffi.L’Arcano 13 è l’Anziano dei Giorni. Solo vincendo la morte (psicologica)possiamo incarnare l’Anziano dei Giorni. Le prove funerariedell’Arcano 13 sono più spaventose e terribili dell’Abisso.Per realizzare l’Anziano dei Giorni in noi stessi dobbiamo realizzaretotalmente dentro noi stessi l’Arcano 13.Abbiamo bisogno di una Morte Suprema ed una SupremaResurrezione per avere diritto di incarnare l’Anziano dei Giorni: solocolui che lo incarna ha diritto di vestire internamente la capigliaturae la barba del Venerabile Anziano.Solo in presenza degli Angeli della Morte, dopo essere uscitivittoriosi dalle prove funerarie possiamo incarnare l’Anziano deiGiorni. Colui che lo incarna è un “Vecchietto” in più nell’Eternità.Da egli viene emanato, in secondo luogo, CHOKMAH, il Cristo,però non si pensi al Cristo come ad un soggetto che visse esclusivamentenella Terra Santa; no, il Cristo è qualcosa di più grande:Cristo è un principio universale ed eterno che esiste più in là “dell’Io”,più in là della Personalità, molto più in là dell’Individualità, chesi manifesta in ogni uomo che sia debitamente preparato.Non stiamo cercando di sottostimare il Gran Maestro JeshuàBen Pandirà, Gesù di Nazareth. No, già sappiamo che questo GranMaestro è perfetto, che venne educato (come tutto il mondo sa) inEgitto. È anche certo che venne Iniziato nei Misteri di Caldea, diPersia, ecc., che il meglio dei suoi principi esoterici li acquisì nelTibet (là ancora gli si rende culto) e che quando venne alla TerraSanta era debitamente preparato (tutto questo lo sappiamo)…Tuttavia, voi dovete sapere che il Cristo Cosmico non solo siespresse attraverso Jeshuà Ben Pandirà, il Cristo si espresse anchevivamente in Giovanni Battista; per questo si diceva di Giovanni-19-che era un “Cristo”, un “Christus”. Nessuno ignora che ci furonodispute tra gli stessi gnostici della Terra Santa. Alcuni affermavanoche “Gesù di Nazareth era stato soltanto uno di quelli che sierano decisi a seguire Giovanni” e che “il vero unto era Giovanni”.La realtà è che tanto Giovanni come Gesù, possedevano il Cristoincarnato.Tempo addietro fu Ermete Trismegisto, il tre volte grande DioIbis di Thot, colui che incarnò il Cristo. In India, fu Krishna la viva manifestazionedel Crestos Cosmico. Tra gli Inca del Perù, fu Manco-Capac il Cristo Cosmico, e qui, in Messico, abbiamo Quetzalcoatl,il Cristo vivente manifesto in un uomo.Così dunque, il Signore Cristo si manifesta dovunque esistaun uomo debitamente preparato. Il Cristo è un principio universale:è il VISHNU della nostra Terra Sacra dell’Indostano, è l’OSIRIDEdegli egiziani, il DIO-SOLE degli antichi popoli, l’AHURA-MAZDA diZarathustra, ecc.La Regione del Cristo è l’unità, è la Regione di Chokmah. Inquesta regione tutti siamo uno, là la diversità è unità…In questi istanti mi ritornano alla memoria ricordi insoliti: uncerto giorno, trovandomi in profonda meditazione, entrai nello statoche potremmo definire “Nirvi-Kalpa-Samadhì”. Allora abbandonaitutti i Veicoli e penetrai nel Mondo del Crestos, di Vishnù, oltre l’Individualità,la personalità e “l’Io”. Cercai di investigare la vita di Gesù,nell’istante del suo Battessimo, e mi successe qualcosa di strano:a me, che sono una creatura così imperfetta come qualunque altra,mi accade il fatto (certamente inaudito) di vedermi convertito in unGesù, facendo miracoli e meraviglie…Quando arrivai al Giordano, mi aspettava precisamenteGiovanni. Egli era abbigliato con i suoi abiti sacri di Gran Sacerdote;lo trovai nel fondo del Santuario. Mi invitò ad entrare e così feci, evicino all’Altare esclamò dicendo: “Gesù, togliti i tuoi vestiti!” Cosìfeci, lasciando coperto il mio corpo unicamente da una “cinta erniaria”,o simbolo di castità. Poi, venne il Battista; dall’interno di unmobile tolse l’olio sacro con il quale vengono unti gli Iniziati e vennibattezzato. Poi mi ordinò di sedermi in una poltrona e allora vidiil simbolo dei TRE LOGOS (Brahma, Vishnù e Shiva) risplendereglorioso nello spazio senza fine.-20-Quando lo “Shamadhì” passò, quando ritornai un’altra voltaalla forma umana, mi misi a riflettere: “Io, io convertito in un Gesù;io, che non sono nemmeno degno di slacciare i sandali del Maestroe nemmeno di pulire la polvere delle sue calzature, convertito in unGesù? Come può essere possibile questo?” Allora dissi: “Vado oraad indagare su Giovanni; ora non sarà su Gesù che indagherò, maGiovanni”…Entrai nuovamente nello stato di estasi o meditazione, abbandonaitutti i Veicoli e mi ritrovai nel Mondo del Crestos; in questaregione cercai di investigare su Giovanni. Nel farlo, il panoramacambiò e non mi vidi più convertito in Gesù di Nazareth, ma inGiovanni. Lo stesso ruolo si rappresentò, ma questa volta invertito.Allora io, Giovanni, parlai a Gesù dicendo: “Togliti i tuoi vestiti, stoper battezzarti!”… Tolsi l’olio da dove era conservato e lo unsi. Alritornare al corpo fisico dopo lo “Shamadhì”, capii tutto: successeche nel Mondo del Crestos non esiste la personalità né l’Individualitàné “l’Io”; là tutti siamo uno, là siamo il Cristo, là siamo Buddha,là siamo Maometto, là siamo tutto.Se io invece di cercare di investigare il Cristo in queste regioni,o Giovanni, avessi cercato di investigare su qualunque di voi, misarei visto convertito in voi, mi sarei sentito uno di voi, avrei fattociò che voi faceste, avrei detto quello che voi diceste, ecc. Là nonc’è personalità, là tutti siamo uno; per questo è stato detto che “lavarietà è unità”.Chokmah, dunque, è il Mondo del Cristo. La terza emanazioneè BINAH, lo Spirito Santo.I cabalisti assicurano che Chokmah è maschile e che Binah èfemminile. Tale affermazione risulta un po’ errata, perché certamenteBinah può polarizzarsi in forma maschile o femminile.Nella Regione di Binah noi troviamo, dunque, il Terzo Logos, loShiva particolare di qualunque di noi, il nostro vero ESSERE REALE.Per questo si dice che “Shiva è il Primogenito della Creazione”. Eglisdoppia se stesso nella Divina Madre Kundalini; questo è ciò chefa pensare molti cabalisti che Binah è femminile. Però no, egli èmaschile e femminile. Nella sua forma maschile è Shiva e nella suaforma femminile è “Duilia” o “Kali”, la Shakty Potenziale dell’Universo,e ciascuno di noi ha il suo Shiva particolare e la sua Shakty oDivina Madre speciale, individuale. -21-Così dunque, i tre Sephiroti superiori sono: quello del Padremolto amato, quello del Figlio molto adorato e quello dello SpiritoSanto molto forte, molto saggio; in termini sanscriti: Brahma, Vishnùe Shiva; nelle tradizioni dell’antico Egitto: Osiride, Iside e Horus…I cabalisti adattano i distinti Sephiroti della Cabala ebraica aimondi del nostro Sistema solare. Così per esempio, dicono chel’Anziano dei Giorni è un punto dello Spazio Infinito, è eterno comesimbolo. Chokmah è governato dallo Zodiaco ed è vero. Diconoche Binah è governato da Saturno. Qui arriviamo ad un punto in cuidobbiamo dissentire; non voglio dire che non ci sia una relazione, sìc’è, ma in realtà Binah, è governato dal Mondo di Giove, poiché hapoteri, “troni” ed è quello che lava le Acque della Vita.Dall’Ain Soph (l’Atomo superdivino) vengono emanati Kether,Chokmah e Binah, la Corona della Vita, il risplendente Dragone diSaggezza.Quando giunge la Grande Notte Cosmica, il risplendenteDragone di Saggezza si assorbirà dentro l’Ain Soph… Ecco laTRINITÀ all’atto di assorbirsi dentro l’UNITÀ! Ecco il Santo Quattro,il TETRAGRAMMATON dei cabalisti!Si discute molto a proposito delle qualità di ciascuno di loro.L’esperienza mi ha insegnato che il padre è saggezza, che il Figlio èamore e che nello Spirito Santo c’è potere (senza escludere, è chiaro,anche la sapienza). Questi TRE SUPREMI formano la GRANDECORONA SEPHIROTICA, però tutto proviene “dall’ANZIANO DEIGIORNI”, dal Padre che sta in segreto.Ma, da questa CORONA SEPHIROTICA viene emanato a suavolta, o proviene per manifestazione CHESED, che non è altro chel’Atman, l’Intimo, la Regione di Atman “l’Ineffabile”.L’esperienza ci ha dimostrato che l’Intimo è marziano, guerriero,lottatore. È l’Intimo colui che deve lottare a morte contro le tenebre,colui che deve lottare duro per la sua propria Auto-RealizzazioneIntima…In questa Regione c’è una felicità incalcolabile. Atman in noi èl’Intimo, e la testimonianza della Saggezza Antica disse: “Prima chela falsa aurora appaia sulla Terra, quelli che sopravvissero all’uraganoe alla tempesta, lodarono l’Intimo e a loro apparvero gli Araldidell’Aurora”… -22-L’Intimo è poderoso; nel Mondo di Atman si conosce la crudarealtà del mondo. Qui, in questo Mondo Fisico, vediamo peresempio questo Altare, sul quale si trovano questi libri, però nelMondo Astrale vediamo quell’Altare un po’ più luminoso. Nel MondoMentale possiamo conoscere persino il contenuto di questi libri enel Causale andiamo oltre: possiamo conoscere la parte animica diquesti libri; nel Mondo Buddhico o Intuizionale vediamo l’Altare e ilibri, sì, e senza dubbio (per intuizione) conosciamo il loro profondosignificato, però nel Mondo di Atman tutto rimane ridotto a numeri,a matematica; là sappiamo quanti atomi ha quest’Altare, là conosceremogli atomi della saggezza che caratterizzano ognuna delleparole che sono scritte in queste opere, e alla fine tutto si riassumein numeri.Quando non si è penetrato prima nel Mondo di Atman, ci sisente là come in un mondo strano e divino; si sente qualcosa chenon si può descrivere, un “non so che”. Realmente, in tale regione,ci si confronta con il più crudo realismo. Là, per esempio, si può trovareun Tempio non solamente così come lo vediamo fisicamente,ma anche possiamo sapere con esattezza che quantità e qualità diatomi esistono in questo Tempio, ecc.; tutto si sintetizza in matematica.Se ci venisse voglia di addentrarci con il Veicolo Atmico in unacucina di una qualunque casa, non solamente vedremmo gli alimenti,ma sapremmo esattamente che quantità di atomi ha ogni alimento,quali vitamine, quali principi, qual è il grado di coscienza dimolecole, quali “Elementali” e qual è il loro livello di sviluppo, ecc. IlMondo di Atman, è dunque, un mondo di un realismo spaventoso.Un maggior sdoppiamento di Atman lo troviamo nel MondoBuddhico o Intuizionale. Per noi uomini è una grande felicità trovarelà, per esempio, la nostra Walkiria, la Sulamita di Salomone,quell’Anima femminile, divinale, la bella Elena di Troia. La stessacosa succede con le donne: loro troverebbero là il Benamato, il loroSalomone, lo Sposo Eterno.Così dunque, è nel Mondo Buddhico o Intuizionale dove unotrova la sua vera consorte, la sua anima Spirituale, GEBURAH (unosdoppiamento di Atman).Geburah, il Buddhi, viene considerato come esclusivamentemarziano, questo è un errore, perché nel Mondo dell’Anima Spirito, -23-che è femminile, si trova il Leone della Legge, che è Solare. Cosìin Geburah troviamo il Rigore della Legge, però anche troviamo lanobiltà del Leone, allora il Mondo Buddhico o Intuizionale è completamenteSolare.Geburah è la Legge della Giustizia. Il Mondo di Geburah sifonda sulla Giustizia. I Maestri del Karma si appoggiano nella“Coscienza” per giudicare nel Tribunale del Karma.Nelle tradizioni della vecchia Troia, è la Bella Elena quella chesimbolizza quell’Anima Spirituale per cui dobbiamo lottare.Per noi, uomini, la Bella Elena rappresenta l’attrazione delpolo contrario. Per le donne, la Bella Elena assume l’aspetto delBenamato, il sognato “Principe Azzurro” delle “Mille e una notte”…Nei mondi interni, ci si meraviglia, quando si trova all’internodel Tempio, non solo una Bella Elena, ma molte Belle Elene, leWalkirie. Già si sa che queste Walkirie, ognuna di esse, corrispondead un Maestro…Se continuiamo, Geburah si sdoppia in TIPHERETH. QuestoTiphereth non è altro che il Mondo Causale, un mondo dove tutto fluiscee rifluisce, sale e scende, cresce e decresce. In questa Regioneesiste una sistole ed una diastole (la sistole e la diastole universali)e tutte le sistole e le diastole di questo grande Universo.Ci è stato detto, con assoluta chiarezza, che è in Tipherethdove giungiamo ad eliminare persino gli ultimi “elementi” dell’Io,perché là, la finiamo con le CAUSE stesse dell’Ego, del Me Stesso,del Sé Stesso.In quale altro luogo potremmo farla finita con queste causeche originarono i distinti “Io” che abbiamo dentro? Ovviamente, nelMondo delle Cause Naturali, in Tiphereth.Il Matrimonio di Ginevra, la Divina Amazzone, l’Anima Divina,con il Cavaliere, l’Anima Umana, è un evento meraviglioso. Nelquale sperimentiamo una trasformazione radicale, perché il Buddhiè come un vaso di alabastro fine e trasparente, dentro al quale ardela fiamma di Prajna (l’Essere).I testi esoteristi indostani, menzionano costantemente la famosaTrimurti Atman-Buddhi-Manas. Questo è l’Intimo con le sue dueAnime, l’Anima Spirituale (femminile) e l’Anima Umana (maschile).La fonte e la base dell’Alta Magia, si trova nel matrimonio perfettodi Buddhi-Manas, che è l’unione mediante la quale si identifi-24-cano Coscienza e volontà, per questo entrambe le Anime rimangonodotate di Poteri Divinali.L’Essenza di Atman, del Primordiale, dell’Eterno ed UniversaleFuoco Divino, si trova contenuta nel Buddhi che in piena congiunzionecon Manas determina il Maschile-Femminile.Egli ed Ella, Buddhi e Manas, sono le Anime Gemelle dentronoi stessi (anche se l’Animale Intellettuale ancora non le ha incarnate),le due Figlie adorate di Atman, lo Sposo e la Sposa eternamenteinnamorati.La Dama Eterna, l’Anima Spirito, esige sempre dal suoCavaliere, l’Anima Umana, ogni genere d’inauditi sacrifici e prodigidi valore.Felice il Cavaliere che dopo la Dura Lotta celebra il suo sposaliziocon Ginevra, la Regina degli Jinas!Per prima cosa deve nascere il Bambino d’Oro (il Cristo Intimo)nel cuore dell’Iniziato e più tardi nel tempo si celebrano le nozzecon la consorte spirituale (il Buddhi).La nascita del Cristo Intimo nell’intimità del cuore corrispondead una trascendentale iniziazione, chiamata “l’Iniziazione diTiphereth”. Chokmah discende dal suo mondo di gloria per venirea nascere in Tiphereth. Solo il “Figlio dell’Uomo” (l’Uomo autentico,l’Uomo con l’Anima) può ricevere il Cristo.Ci è stato detto che Tiphereth, il Mondo dell’Anima Umana odel Figlio dell’Uomo propriamente detto, è governato da Venere, èper questo motivo che il Cristo viene crocifisso di Venerdì Santo equesto è qualcosa sul quale potremo meditare…Se qualche volta viene impiegato il termine Uomo per definirel’animale intellettuale, è per pura convenzione. Solo l’Uomo autenticoha Anima Umana, è l’Uomo Solare, l’Uomo Causale, l’Uomo conil Corpo della Volontà Cosciente… Il povero animale intellettuale,erroneamente chiamato Uomo, ha incarnata dentro se stessa solouna frazione dell’Anima Umana.Tale frazione viene denominata “ESSENZA”. Nello ZenNipponico questa viene chiamata semplicemente il “Buddhata”; è ilMateriale Psichico con il quale si può e si deve fabbricare l’embrione solare Deplorevolmente l’Essenza soggiace sognando dentro questogrottesco e variegato insieme di entità sommerse, tenebrose, che-25-costituiscono l’Ego, il Me Stesso, il Se Stesso. Però tale Essenza èla materia prima per fabbricare l’Anima, concetto questo, che sfortunatamentenon è stato ancora molto ben compreso dai nostri studentiGnostici.Solo l’Uomo vero, l’Uomo Causale colui che ha creato il CorpoCausale, il Corpo della Volontà Cosciente possiede l’Anima. Quandouno fabbrica tale Corpo, ovviamente non è più schiavo delle circostanze,può dirigerle intenzionalmente, si converte in padrone e insignore della Natura…È impossibile ottenere la Volontà Cosciente senza lavorarenella Nona Sfera. Ci sono molti luoghi nei quali si viene sottomessia tremende torture per acquisire la Volontà Cosciente, però solamentes’immagazzina una qualche energia.Il vero Fachiro ha il suo Guru e non esce dall’India. I Fachiriacquisiscono molti poteri ma nulla di più. Ci sono alcuni che alzanoun braccio e non lo abbassano più, così questo gli si secca. Conqueste azioni perseguono la Volontà, però la Volontà non va oltre,non riescono a fabbricare il Corpo della Volontà Cosciente. Tuttiquesti “miracoli” sviano la gente, per questo i Fachiri sono sviati.Una volta fabbricato il Corpo della Volontà Cosciente, ci si trasformain un Due Volte Nato (un vero Uomo).Gli Uomini Causali (Uomini che hanno già la loro Anima Umana)sono dei veri BODHISATTVA nel senso trascendentale della parola;Bodhisattva che lavorano sotto la direzione del Padre che è insegreto… Solo gli autentici Bodhisattva (gli Uomini Causali) hannoil diritto di ricevere “l’Iniziazione di Tiphereth” e la gioia di contrarrenozze con la loro Bella Elena…Più in là Tiphereth si sdoppia in NETZACH (che è il Mondodella Mente).Ci sono autori che suppongono che la mente è venusiana,devo dissentire con ciò, perché risulta che la mente propriamentedetta è mercuriana. Chiunque può rendersi conto che la mente èmercuriana, perché Mercurio dà la Saggezza, dà la parola, ecc.Nel Mondo della Mente ci sono Templi straordinari; lì vediamola controparte dei mari profondi e dei continenti. Con il corpoMentale possiamo viaggiare attraverso tutto il Sistema Solare, eancora di più: possiamo trasportarci là.-26-Nella Mente Universale c’è di tutto, perché se è certo che nellaMente inferiore noi vediamo la controparte o la forma mentale, diremmo,di tutta questa civilizzazione caduca e perversa, non è menocerto che nella parte superiore del Mondo Mentale (il “MANAS” dellaTeosofia Orientale), troviamo la Mente Pura.Però si deve fare un grande lavoro nel fondo di Netzach. NelMondo della Mente si deve eliminare dal nostro intendimento ogniparticella indegna, ogni “elemento inumano”, ogni perversione.Appropriatamente Helena Petrovna Blavatsky, nella sua grandeopera intitolata “La Voce del Silenzio”, esclama: “Prima che la fiammad’oro possa ardere con luce serena, la lampada deve essereben curata, al riparo da ogni vento. I pensieri terreni devono caderemorti alle porte del Tempio”…Per questo, voi potreste comprendere: come potrebbe brillareil fuoco dello Spirito nel nostro interno, se la mente è piena di polverecosmica? È urgente e non rinviabile purificare l’intendimento.Nel Mondo di Netzach comprendiamo quanto dobbiamo lavorareper poter arrivare veramente all’Illuminazione. Netzach vienechiamato il “Mondo della Vittoria”. Perché? Perché si deve trionfaree liberarsi dalla Mente, raggiungere la vittoria. E la cosa più difficileè questa: raggiungerla.Nel Cammino Segreto, colui che ha lavorato negli augusti misteriche giacciono nascosti nell’Arca di tutte le età, è avvertito lungoil Cammino centinaia di volte: “Fino qui sei giunto bene, però orache cominci a lavorare con la Mente, ricorda che tra tutti coloro checi hanno provato, sono rari quelli che non hanno fallito, perché laMente è realmente perversa, pericolosa”…Siete voi sicuri che domani starete qui con noi? Voi siete statitestimoni del fatto che molti che prima venivano, ora non vengonopiù. Alcuni persino supplicano l’entrata alla Terza Camera, gli vieneconcessa e poi non ritornano. È così la mente!Allora voi vi spiegherete perché è difficile la liberazione finale.Potrete anche capire, in questi istanti, qual è il motivo per il quale ilMondo di Netzach viene denominato “VITTORIA”, la “Regione dellaVittoria”, perché è chiaro, se riusciamo ad essere vittoriosi sullaMente, abbiamo trionfato. Chi riesce a liberarsi dalla Mente è unvittorioso, è un Buddha. La Benedetta Dea Madre del Mondo lopresenta nel Tempio della Mente dicendo: “Ecco qui mio figlio molto-27-amato, ecco qui un nuovo Buddha”. Ella pone allora sul suo figlio ilDiadema di Shiva ed il Manto Giallo dei Buddha.Sanat Kumarà, l’illustre fondatore del Gran Collegio degliIniziati della Loggia Bianca esclama allora: “Vi siete liberati daiQuattro Corpi di Peccato e siete penetrati nel mondo degli Dei, tusei un Buddha, quando l’uomo si libera dai Quattro Corpi di peccatoè un Buddha”. E gli consegna il Globo dell’Imperatore con la suacroce sopra.I nostri discepoli devono cambiare il processo del Ragionamentoper la bellezza della Comprensione.Il processo del Ragionamento separa la Mente dall’Intimo. UnaMente separata dall’Intimo, cade nell’abisso della Magia Nera.La Ragione divide la Mente tra il Battagliare delle Antitesi. Iconcetti antitetici convertono la Mente in un campo di battaglia.Una Mente divisa dal Battagliare dei Ragionamenti, dalla lottaantitetica dei concetti, fraziona l’intendimento, convertendo laMente in uno strumento inutile per l’Essere, per l’Intimo.Quando la Mente non può servire da strumento all’Intimo, alloraserve da strumento all’Io animale, convertendo l’uomo in unessere cieco e turpe schiavo delle passioni e delle percezioni sensorialidel mondo esteriore.Gli esseri più turpi e passionali che esistono sulla Terra, sonoprecisamente i grandi ragionatori intellettuali.Il ragionatore è totalmente schiavo dei sensi esterni, e la suaAnima è invalida come la scialuppa che il vento smarrisce sulleacque.I ragionatori spiritualisti sono gli esseri più infelici che esistonosulla Terra. Hanno la Mente totalmente piena di teorie e teorie esoffrono orribilmente nel non poter realizzare nulla di ciò che hannoletto.Questi poveri esseri hanno un orgoglio terribile, e comunementefiniscono separandosi dall’Intimo, e convertendosi in personalitàtantriche dell’Abisso.Se prendiamo in considerazione il Corpo Mentale di un qualunquestudente Pseudo-Spiritualista teorico e lo esaminiamo accuratamente,troveremo che è una vera biblioteca ambulante.Il Corpo Mentale di quest’umanità è lunare al cento per cento.Non è un corpo individuale e concreto; è costituito veramente da 28-molteplici “Io” rissosi e litigiosi (ciascuno con la sua propria mente,con il suo proprio modo di pensare) che si contraddicono e lottanotra di loro per il controllo e dominio di questa tormentata mente.Il Corpo Mentale Solare non è un corpo vago, astratto, è uncorpo di carne ed ossa; ma carne imperitura, che non viene daAdamo e che può attraversare un muro. Il Mentale Solare è unCorpo di Perfezione, che mangia, beve, assimila, digerisce; ha isuoi alimenti speciali, la sua nutrizione, il suo sviluppo.Abbiamo bisogno di creare un legittimo Corpo Mentale (solareed individuale). Quando qualcuno possiede un Corpo Mentale individuale,può cogliere, assimilare tutta la scienza dell’Universo; puòanche usare il veicolo Mentale per viaggiare attraverso lo SpazioSacro, da mondo a mondo. Con la Mente individuale si può penetrarenel “Devachàn”, in altre parole, la regione Mentale Superioredel Cosmo e della Natura…Netzach, a sua volta, si sdoppia nel Mondo di HOD deiCABALISTI, nel Mondo Astrale. L’Astrale è governato dalla Luna,è per questo motivo che le Uscite Astrali diventano più facili in lunacrescente e un po’ più laboriose in calante.Il Piano Astrale è veramente il Piano della Magia Pratica. Inalcune tribù, per esempio nelle selve più profonde dell’Amazzonia,i Piaches o Sacerdoti Stregoni danno al loro popolo una bevandaspeciale per entrare nel Piano Astrale a volontà.Loro mescolano cenere dell’albero chiamato Guarumo con fogliedi Coca ben macinata, questo lo somministrano quando la Lunaè in Crescente, allora si produce lo Sdoppiamento. I Piaches sannomolto bene che Hod, l’Astrale, è governato dalla Luna; ma molticabalisti suppongono che è governato da Mercurio e si sbagliano.Ovviamente, la regione inferiore di Hod è il “Kamaloka Inferiore”di cui parlano gli indiani. Nella Regione superiore troviamo moltiMahatma, molti Angeli risplendenti e felici; nella sezione inferiorepossiamo trovare tutti i “Sabba” del Medioevo, tutti i Templi dellaMagia Nera, tutte le “Anime in pena”, tutte le creature sofferenti, tuttiquelli che gemono e piangono, e anche tutti i perversi.Il legittimo e autentico Corpo Astrale è l’Astrale Solare. È statochiamato Corpo Astrale il Corpo dei Desideri che è di naturaLunare. 29-Tutte le creature della Natura sono Lunari, possiedono unAstrale Lunare che è un corpo freddo, protoplasmatico, una rimanenzabestiale del passato.Ciò di cui abbiamo bisogno è di fabbricare l’autentico Corpo diHod, il legittimo Astrale, un veicolo di natura Solare.Il Corpo Astrale Solare (così come il Corpo Mentale e il Causale)è un corpo di carne ed ossa che non viene da Adamo. È un corpoche mangia, digerisce e assimila.Ci sono diversi autori di tipo Pseudo-Esoterista e Pseudo-Occultista che cadono nell’errore di confondere l’Ego con il CorpoAstrale.La moderna letteratura Metafisica parla molto a proposito delleproiezioni del Corpo Astrale, ma dobbiamo avere il coraggio diriconoscere che gli affezionati dall’Occultismo sogliono sdoppiarsinell’Ego (con il loro corpo di desideri) per viaggiare nelle RegioniSublunari della Natura attraverso il tempo e lo spazio.Con l’Astrale Solare ci possiamo trasportare per la Via Latteaal Sole Centrale Sirio. Ci è proibito uscire aldilà della Via Latteaperché nelle altre Galassie esistono altri tipi di Leggi Cosmiche sconosciuteper gli abitanti di questa Galassia.L’animale intellettuale comune e corrente, non nasce conl’Astrale, né con il Mentale, nemmeno con il Corpo Causale. Soloquelli che si sono presi il disturbo di fabbricare tali Corpi, sonoveri Uomini, nel senso più completo ed esoterico della parola. Ilegittimi Corpi Astrale, Mentale e Causale, si devono creare nellaNona Sfera, lavorando nella Fucina Infuocata di Vulcano. (Il ModusOperandis per creare questi “Corpi Esistenziali Superiori dell’Essere”,a cui qui si allude solamente, verrà ampiamente sviluppato coni prossimi temi).Un ulteriore sdoppiamento ci mostra YESOD, il Mondo Eterico,dove si trova il deposito delle forze sessuali universali. QuestaPIETRA CUBICA DI YESOD è il sesso. Senza dubbio, la Regionedi Yesod è (come abbiamo già detto) il Mondo Eterico.Ci troviamo qui, nel Mondo Fisico, nel Sephirote caduto, inMALCHUTH. Siamo qui: studiando, preparandoci, lavorando, peròMalchuth non è solamente il Mondo Fisico. Ricordiamo che nell’internodella Terra, nelle infradimensioni, ci sono i KLIPHI e questisono di Malchuth. 30-Esistono nove infradimensioni, saggiamente simbolizzate daDante nella “Divina Commedia”; in queste nove infradimensioni involuzionanodiversi esseri umani. Molti entrano al regno dei Kliphi(per la loro esagerata perversità) prima di aver terminato il loro ciclodi manifestazione, ma ci sono altri che entrano al regno dei Kliphiperché il loro tempo è terminato.Ci è stato detto, ed è vero, che ad ognuno di noi vengono assegnate108 esistenze, e che realizzato o compiuto il ciclo di manifestazioni,scendiamo nel Mondo dei Kliphi benché non siamo némalvagi né perversi. (Questo tema verrà affrontato con maggioreprofondità nella guida che ha per titolo “I Nove Circoli Danteschi”).Bisogna comprendere tutto questo, miei cari amici, fare coscienzadi ciò che sono i Sephiroti, di quello che sono i Kliphi, diquello che è l’evoluzione, di quello che è l’involuzione. Chi veramenteprova a passare oltre tutti questi processi evolutivi e involutividei Sephiroti, deve mettersi sul Sentiero di Mezzo, sul SENTIEROOTTUPLE, sul cammino angusto che ci porta alla liberazione finale,perché i Sephiroti hanno evoluzione ed involuzione.In principio tutto si trova dentro il Logos, dentro “l’Anziano deiGiorni”, però quando il Logos si sdoppia in tutti questi Sephiroti,quando emana tutti questi Sephiroti, tutto cambia: si cade nel mondodella manifestazione, fino a cadere nel Mondo Fisico.È interessante sapere che questo Malchuth, questo MondoFisico nel quale viviamo (che è un Sephirote caduto), un giornosi trovava precisamente dentro “l’Anziano dei Giorni”, che venneper emanazione fino a prendere la forma che ha in questi istanti(questo è meraviglioso!) ed alla fine giungerà il giorno in cui questoMalchuth passerà per successive trasformazioni fino a ritornareun’altra volta fino alla fonte d’origine, alla Regione di Kether o “dell’Anzianodei Giorni”.Così dunque, i Dieci Sephiroti involuzionano ed evoluzionano;tuttavia, la cosa più interessante dei Sephiroti non è le loro involuzioniné le loro evoluzioni, ma le loro rivoluzioni. Si può farela rivoluzione dei Sephiroti in se stessi, qui ed ora, percorrendo il“Sentiero del Filo del Rasoio”, quel sentiero che dovrà condurci finol’Auto-Realizzazione Intima dell’Essere.In ogni caso, non dimenticate che dall’unione maestosa diShiva e Shakty, in altre parole, dal nostro Padre che è in segreto 31-e dalla nostra Divina Madre nella Pietra Cubica di Yesod, provienequalcosa di straordinario. Mi riferisco al Sephirote DAATH, che nonè altro che la CONOSCENZA TANTRICA.Noi abbiamo bisogno di usare questa conoscenza, noi abbiamobisogno di realizzare in noi questa conoscenza, perché è permezzo del Tantrismo che conseguiremo in noi l’ascesa del FuocoSacro nella spina dorsale. È per mezzo della Conoscenza Tantrica,in altre parole, per mezzo del Sephirote DAATH, che potremo ritornareun giorno trasformati “nell’Anziano dei Giorni”, essere untutt’uno con “l’Anziano dei Giorni”.In una parola, abbiamo bisogno d’INTEGRARE i Dieci Sephirotidentro di noi, qui ed ora. Si trovano dentro di noi, però dobbiamointegrarli per convertirci in Dei. Quando questo avverrà, avremodiritto di bussare alla PORTA UNDICI (l’Ain Soph Aur), ma primadobbiamo esserci integrati assolutamente con i Dieci Sephiroti.Quando saremo già integrati e perfetti, potremo bussare a questaporta di prodigi che si aprirà (in lei si trova il terzo aspetto delGrande Assoluto).Seguendo questi sviluppi cosmici, potremo arrivare a bussareun giorno alla PORTA DODICI, che è quella dell’AIN SOPH, e allafine, felice sarà colui che riesce a bussare alla PORTA TREDICI,quella dell’AIN, perché costui si convertirà in un SAT-KUN, nellaviva manifestazione dell’Assoluto, qui ed ora, in un Dio oltre il benee il male.Ricordate, miei cari amici, che il numero 13 è santo. Gesù ei suoi 12 discepoli costituirono un gruppo di 13 persone. Anchequel Consiglio di Anziani che governavano la terra benedetta diAnahuac era costituito da 13 persone; sul 13 è basato il “CalendarioAzteca”.Ci è stato detto, nella Dottrina Segreta di Anahuac, che esistono13 cieli e questo c’invita a riflettere. Sono 13 i mondi che sicollegano con i 13 Sephiroti, perché “l’Anziano dei Giorni”, la “Bontàdelle Bontà”, il decimo dei Sephiroti, non è tutto: egli proviene daun Sephirote superiore, che è l’11, e l’11 a sua volta dal 12 e il 12dal 13.Sono 13 Cieli, 13 mondi. Il nostro Sistema Solare ha 13 pianeti;ve li posso numerare: Terra, uno; Mercurio, due; Venere, tre;Sole, quattro; Marte, cinque; Giove, sei; Saturno, sette; Urano, otto; 32-Nettuno, nove; Plutone, dieci; Vulcano, undici; Persefone, dodici; eClarione, tredici. Questi 13 mondi caratterizzano i 13 Sephiroti cheformano i 13 cieli della saggezza Nahuatl.Così dunque, miei cari fratelli, Auto-Realizzare dentro di noitutti i Sephiroti della Cabala è vitale, se ciò che vogliamo è convertirciin Dei. Tutta la Dottrina che qui stiamo insegnando, conduce aquesto.DOMANDE E RISPOSTED.- Il Padre si sdoppia nella Divina Madre, però secondo lasua spiegazione, anche Binah, il Terzo Logos, emana da sé la suaDivina Sposa. Allora non capisco, Maestro…R.- Questo è un punto molto astratto che ha confuso, diciamocosì, moltissimi studenti in tutti i tempi. Queste TRIMURTI sono superdifficili per la mente e possiamo veramente comprenderle soloa base di molta Intuizione ed esperienza mistica diretta.I fratelli sono abituati, per esempio, a pensare al Primo Logos,il Secondo Logos e il Terzo Logos, ovvero, il PADRE, IL FIGLIO elo SPIRITO SANTO. Però poi ecco una seconda Trimurti, dove viparliamo di OSIRIDE, ISIDE e HORUS, e allora ecco che si confondono,perché realmente la conversione di una Trimurti in un’altraTrimurti, non si può fare a base di puro razionalismo. C’è un fattore,in questa conversione di Trimurti, che è completamente spirituale eche solo intuitivamente si può captare, afferrare, cogliere…Il Primo, Secondo e Terzo Logos, in fondo sono un solo Logos(indivisibile, benché sia triuno), che è il Padre. Nel Padre si trova ilFiglio e si trova lo Spirito Santo. Così come dentro un vero uomo sitrova il corpo, si trova l’Anima e si trova lo Spirito, così, nel “Vecchiodei Secoli”, si trova anche il Figlio e lo Spirito Santo, che formanoun’entità unica, unitotale.Dunque, bene, nell’Egitto quest’entità unica, unitotale, si chiamavaOSIRIDE. Osiride può sdoppiarsi. (Chi proibisce a Osiridedi sdoppiarsi?). Lui può sdoppiarsi, e così, dunque, si sdoppia inISIDE (Eva sempre esce della costola di Adamo, sia in basso comein alto).Che cosa ha di particolare il fatto che da Osiride, l’ADAMOSOLARE, esca anche l’EVA SOLARE, l’URANIA-VENUS, la sposadi lui? Che cosa si può fare, se dall’UNO sempre esce il DUE? 33-Così dunque, il Padre che è in segreto ha la sua sposa, ed è laDivina Madre Kundalini; Osiride sempre ha per sposa Iside.Allora, dalla perfetta unione dei due (del Divino )

Simbolo Fenice

“Che la fenice more e poi rinasce,

quando al cinquecentesimo anno appressa

erba né biada in sua vita non pasce,

ma sol d’incenso lacrima e d’amomo,

e nardo e mirra son l’ultime fasce”.

Dante Alighieri

Con questi versi Dante descrive la Fenice, uno dei simboli più affascinanti della mitologia egizia: gli egizi identificavano questo maestoso airone con Bennu (dal verbo benu, “splendere”, “brillare”, “puntare al cielo”, “librarsi in volo”).

Consacrato al dio Ra, associato alle piene del Nilo (raffigurato come l’Airone che si posava sulla sommità delle rocce che sbucavano dopo l’inondazione del Nilo), il suo ritorno annunciava un nuovo periodo di ricchezza e fertilità.

Simbolo della nascita e della risurrezione dopo la morte, quindi dell’eternità della vita, secondo gli Egizi la Fenice era nata sotto l’albero del bene e del male, e sapeva che era necessario rinascere periodicamente per acquisire maggiore saggezza e potenza.

Volava quindi per tutto l’Egitto alla ricerca degli elementi più raffinati per costruirsi un nido: bastoncini di cannella, di quercia, nardo e mirra.

Al termine del suo ciclo di vita, lungo 500 anni, si sistemava nel suo nido, intonava una delle melodie più aggraziate che gli egizi potessero mai udire, per poi lasciare che i profumi le dessero una dolce morte mentre il sole bruciava gli arbusti, lasciandosi divorare dalle fiamme.

Tre giorni dopo, Fenice rinasceva dalla cenere piena di forza e potere, prendeva il suo nido e lo lasciava a Eliopoli (secondo un’altra versione la cenere, assieme alla mirra, prendeva la forma di un uovo), nel Tempio del Sole, per iniziare così un nuovo ciclo che fosse una fonte d’ispirazione per il popolo egiziano.

Come l’airone che spiccava il volo sembrava mimare il sorgere del sole dall’acqua, la Fenice venne associata col sole e rappresentava il ba (“l’anima”) del dio del sole Ra, di cui era l’emblema, tanto che nel tardo periodo il geroglifico del Bennu veniva impiegato per rappresentare direttamente Ra.

Si dice che il Bennu abbia creato sé stesso dal fuoco che ardeva sulla sommità del sacro salice di Eliopoli. Proprio come il sole, che è sempre lo stesso e risorge solo dopo che il sole “precedente” è tramontato, di Fenice ne esisteva sempre un unico esemplare. Da qui l’appellativo “semper eadem“: sempre la medesima.

Quale simbolo del sole che sorge e tramonta, la Fenice presiedeva al giubileo regale. Ed essendo colei che ri-sorge per prima, venne associata al pianeta Venere, che appunto veniva chiamato “la stella della nave del Bennu-Asar”, e menzionata quale Stella del Mattino nell’invocazione:

“Io sono il Bennu, l’anima di Ra, la guida degli Dei nel Duat. Che mi sia concesso entrare come un falco, ch’io possa procedere come il Bennu, la Stella del Mattino… cantando così divinamente da incantare lo stesso Ra.” (1)

La simbologia della Fenice, con la sua vittoria sulla morte e la rinascita dalle proprie ceneri, ben si addice alla figura di Gesù Cristo, presumibilmente per via del fatto che tornava a manifestarsi tre giorni dopo la morte, e come tale venne adottata quale simbolo paleocristiano di immortalità, resurrezione e vita dopo la morte.

La simbologia dell’airone purpureo (dal greco Φοῖνιξ, Phoenix, “rosso porpora”) degli Egizi è collegata ad una delle tre fasi della Grande Opera dell’alchimia, la Rubedo, su cui tanto si è focalizzato il pensiero di Carl Gustav Jung.

La Fenice rappresenta la fase finale del processo alchemico e gli alchimisti riposero in essa il significato della spiritualizzazione completa, della rinascita della personalità, risultato finale della Grande Opera.

Essendo la Fenice capace di elevarsi dalle ceneri della propria distruzione, rappresenta il congiungimento dell’inizio e la fine di ogni ciclo. Il compimento della Rubedo segna la realizzazione della Pietra Filosofale, una sostanza in grado di conferire l’immortalità, di acquisire l’onniscienza e di trasmutare i metalli vili in oro.

Le trasmutazioni alchemiche rappresentano una metafora dei cambiamenti che avvengono nell’ambito dell’interiorità umana. In questa prospettiva la Rubedo rappresenta l’accettazione da parte dell’individuo dell’ombra e delle sue contraddizioni più profonde.

Carl Gustav Jung ha evidenziato che la Fenice, per le caratteristiche ben note, simboleggia il potere della resilienza, l’ineguagliabile abilità di rinascere molto più forti, coraggiosi e luminosi.

Jung ha dunque descritto l’ultima fase del processo alchemico come la piena realizzazione del processo di individuazione, finemente associabile al simbolo della Fenice che grazie alla distruzione della sua “vecchia natura” è ora libera di rinascere con uno spirito rinnovato e reso sottile, etereo, dalle fiamme trasmutanti e sublimanti del fuoco. 

C’è una locuzione latina che viene assimilata all’immagine della Fenice: “Post Fata Resurgo”, che si può tradurre “Dopo la Morte Risorgo”: l’immortalità non si fonda sulla negazione della morte ma sulla sua potenza rigeneratrice attraverso lefiamme purificatrici. Il potere della Fenice deriva quindi non dall’annullamento del declino ma dalla sua capacità di accoglierlo e di trasformarlo, o meglio, trasmutarlo per usare un termine proprio degli alchimisti.