Come trasformare una impressione

Non trasformare le impressioni equivale
a creare “Io”. Non solo abbiamo gli “Io” che possediamo, quelli che
portiamo da esistenze anteriori, ma ciò che è peggio: stiamo creando
tutti i giorni nuovi “Io”, e questo è lamentabile.
Smettere di creare “Io”, è indispensabile. Questo è possibile,
unicamente, “digerendo”, “trasformando” le impressioni. E come
“digerirle”? In che modo? Come trasformarle in qualcosa di diverso?
Sarebbe possibile questo? Sì, è possibile! Come? Mediante
la Coscienza. Se interponiamo tra le impressioni e la mente quello
che si chiama “Coscienza”, le impressioni si “trasformano”.
Normalmente, le impressioni feriscono la mente e la mente allora
reagisce contro l’impatto proveniente dal mondo esteriore: se
ci picchiano, picchiamo; se ci insultano, insultiamo; se ci incitano a
bere, beviamo, ecc.; la mente reagisce sempre agli impatti provenienti
dal mondo esteriore. Dobbiamo evitare tale reazione, e questo
sarebbe possibile, solamente, interponendo la Coscienza tra la
mente e le impressioni.
Ci sarebbe una forma, una tecnica, qualche pratica che permettesse
di utilizzare la Coscienza interponendola fra le impressioni
e la Mente? Esiste una chiave che ci permetta di usare la
Coscienza in questa maniera, affinché sia la Coscienza a ricevere
le impressioni e non la mente? Perché quando la Coscienza riceve
le impressioni, le “digerisce”, inevitabilmente, le trasforma in qualcosa
di distinto; però quando non è la Coscienza a riceve le impressioni,
ma la mente, allora succede che la mente, e tutti gli “Io” che
sono in essa, reagiscono contro gli impatti provenienti dal mondo
esteriore, reagendo violentemente, in maniera meccanica.
Come usare, dunque, la Coscienza? Come utilizzarla, in
che modo, affinché sia essa, e nient’altro che essa, a ricevere le
impressioni e a trasformarle? Vi dirò la chiave molto semplice:
MAI DIMENTICARSI DI SE STESSI, DEL NOSTRO PROPRIO
ESSERE. Perché se una persona si dimentica del suo proprio
Essere Interiore in presenza di un insultatore, termina insultando;
se si dimentica di se stesso, del suo proprio Essere in presenza di
una coppa di vino, termina ubriaco; se si dimentica di se stesso, del
suo proprio Essere in presenza di una persona del sesso opposto,
termina fornicando.
Quando una persona impara a vivere in stato di ALLERTA
PERCEZIONE, di ALLERTA NOVITÀ; quando si ricorda di se stessa
d’istante in istante, di momento in momento; quando mai si dimentica
di se stessa, indubbiamente torna ad essere cosciente. Se
una persona non si dimentica di se stessa, in presenza di un insultatore,
se non si dimentica del suo proprio Essere, allora trasforma
queste impressioni perverse in una forza differente.
Se una persona non si dimentica di se stessa in presenza di
una coppa di vino, trasforma quest’impressione, questa “energia”
chiamata IDROGENO-48 in qualcosa più sottile, in un IDROGENO-25

Se una persona non si dimentica di se stessa in presenza di
una forte somma di denaro, trasforma quest’impressione, successivamente,
in IDROGENI-24, 12 e 6.
Cosicché, NON DIMENTICARSI DI SE STESSI è la chiave che
ci permette di maneggiare intelligentemente la Coscienza. Quando
una persona non si dimentica di se stessa, interpone tra la mente e
le impressioni, ciò che si chiama “Coscienza”.
Ciò che è bello è che sia la Coscienza a ricevere le impressioni
che vengono dal mondo esteriore, perché la Coscienza può trasformarle
in qualcosa di differente: in elementi creatori, in elementi superlativi
dell’Essere, in forze diamantine che servono allo sviluppo
dei “Chakra”, in molteplici forze che servono allo sviluppo di certi
poteri che esistono nella nostra costituzione interna.
È necessario, poi, sapere che tutti gli “Io” che attualmente
abbiamo, sono il risultato di impressioni NON DIGERITE, NON
TRASFORMATE, e questo è lamentabile.
Disgraziatamente, le genti non si ricordano di se stesse mai; è
per questo che le impressioni arrivano alla nostra Mente e permangono
così, completamente non trasformate, dando origine (come è
naturale) agli “aggregati psichici”, agli “Io”. Qualcuno potrebbe darsi
il lusso di dissolvere tutti gli “Io”, però se si dimentica di se stesso,
ritorna a creare nuovi “Io” (ecco la gravità).
Il ricordo di se stessi, è qualcosa di estremamente interessante.
Quando qualcuno si ricorda di se stesso, dà origine a forze differenti
da quelle dei suoi simili: forze distinte, forze che rendono un
soggetto completamente differente dagli altri. Interessante risulta
sapere poi, che coloro che creano tali forze sono diversi, che persino
i loro potenziali vitali sono differenti. Se mettessimo due soggetti
in un posto inospitale, con cattiva alimentazione, mal ambiente,
ecc., l’uno, che mai si ricorda di se stesso, che vive una vita meccanicista,
e l’altro, che sempre si ricorda di se stesso di momento
in momento, che mai dimentica il suo proprio Essere Intimo, potete
voi essere assolutamente sicuri che il primo morirà prontamente e
che il secondo vivrà malgrado l’ambiente inospitale, perché è circondato
da forze diverse da quelle di cui sono circondati gli altri…
Tutto il problema della liberazione ha come fondamenta la trasformazione
e la trasformazione ha per basamento il sacrificio. Se
osserviamo per esempio un uovo (sia quello di un serpente, o di un
uccello), vediamo lì possibilità latenti, suscettibili di sviluppo. Tali
possibilità diventano un fatto mediante la trasformazione. Il fuoco
dei camini, quello che ci riscalda durante i giorni d’inverno, è il risultato
della trasformazione. La digestione in noi, è tutto un processo
di trasformazione mediante il quale è possibile esistere. La trasformazione
dell’aria dentro i polmoni, è un altro processo di trasformazione,
e se vogliamo trasformarci psicologicamente, abbiamo
bisogno di trasformare anche le impressioni, cioè, trasformare
la terza classe d’alimento.
Ripeto: tutti gli avvenimenti della vita che arrivano alla mente,
vengono a noi sotto forma di impressioni. Questi paragrafi che voi
state leggendo pazientemente, come vi stanno arrivando? È ovvio
che vi giungono come impressioni, e cosa dovrete fare per trasformarle
correttamente? Non dovete dimenticarvi di voi stessi; non vi
dimenticate del vostro proprio Essere; così fortificherete l’anelo di
arrivare a lui.
Colui che ascolta la parola e non la mette in pratica, è simile
all’uomo che si guarda allo specchio e dopo dà le spalle e si ritira.
Non basta ascoltare la parola; bisogna trasformarla; questa è la
cosa fondamentale.
Osserva lettore quanto importante è questo evento che si chiama
“IMPRESSIONI”! Non possiamo vivere neanche un secondo
senza le impressioni, né un millesimo di secondo.
Così, quindi, vale la pena di trasformarle in qualcosa di distinto:
in poteri, in luce, in fuoco, in armonia, in bellezza… Ma, se non
le trasformiamo, ripeto, si convertono, semplicemente, in nuovi “aggregati
psichici”, in nuovi “Io”…
È necessario essere più riflessivi. Cosa siamo noi, veramente?
Così come ci troviamo, senza “trasformare” impressioni, creando
nuovi “Io” di secondo in secondo, d’istante in istante, non siamo più
che semplici macchine, controllate da “aggregati psichici”.
Viviamo in un mondo di grande attività, dove tutti credono che
FANNO e NESSUNO FA NIENTE: tutto ci AC-CA-DE, come quando
piove, come quando tuona. Perché? Semplicemente perché non
abbiamo incarnato l’Essere. Solo l’Essere può fare; lui FA, ed il vero
uomo è l’Essere; però se la macchina agisce, agisce qualcosa che
non è l’Essere; sta attuando un robot programmato con un computer
meraviglioso che si chiama “cervello”, sta attuando meccanicamente.
NON STA FACENDO, STA ATTUANDO (una cosa è FARE
e un’altra è ATTUARE). Qualunque macchina attua, si muove, cammina,
compie le sue funzioni, perché è una macchina ed è stata
programmata per compiere le sue funzioni, però FARE è qualcosa
di diverso: solo l’Uomo può fare e l’Uomo vero, è l’Essere. È necessario
distinguere tra l’Uomo vero, che è l’Essere, e la macchina (la
macchina non è l’Essere).
“L’animale intellettuale” è un robot programmato e il suo cervello
è un computer meraviglioso, un computer che si sostiene da se
stesso, un computer che matematicamente calcola, con esattezza
precisa; un computer che registra le onde visuali e le onde sonore,
che registra l’esteriore e l’interiore, che si fornisce da se stesso. È
un computer “di prima qualità”, meraviglioso, però è questo e niente
più di ciò: un computer.
Dopo questo computer viene l’organismo fisico e il computer
lo utilizza per andare e venire, ecc. Tale computer è in mano all’Ego,
non all’Essere, e l’Ego è il risultato di molte impressioni “non
digerite”. Allora ciò che attua qui, in questo mondo doloroso in cui
viviamo, è una macchina provvista di un gran computer. Qui non sta
attuando l’Essere, ma la macchina. Possiamo dire che la macchina
è umana e l’Essere è l’Essere.
Che cos’è realmente, ciò che chiamiamo “vita”? Certamente,
è come una pellicola. Sì, e quando arriva l’ora della morte, ritorniamo
al punto di partenza di questa pellicola e ce la portiamo per
l’Eternità. Al ritornare, al tornare con questo Ego, una persona vive,
attua con la sua pellicola. Al ristrutturarsi con un nuovo organismo,
una persona proietta nuovamente la propria pellicola sullo schermo
dell’esistenza. E che cosa proietta? La sua vita. Quale? Quella di
sempre, la stessa che ebbe nell’esistenza anteriore; cioè, ripete lo
stesso che fece nella passata esistenza e nelle passate esistenze.
Tutto ciò che una persona proietta, di fatto è programmato, dalla
nascita, nel cervello.
Cosicché noi siamo ROBOT PROGRAMMATI; l’Essere non interviene
affatto in tutta questa tragedia, egli non si mette in questi
assunti. L’Essere di ognuno di noi si muove liberamente nella “Via
Lattea”.
Esistono e vivono qui, in questa “Valle” dolorosa della vita, un
mucchio d’ombre, provviste d’organismi fisici. E che cosa FANNO
questi organismi? Niente! Si muovono meccanicamente, d’accordo
con il programma che è stato depositato nel cervello (non dico
soltanto nel cervello fisico, ma nei tre cervelli: nell’Intellettuale, nell’Emozionale
e nel Motore). E l’Essere, cosa fa mentre noi stiamo
qui soffrendo, piangendo, andando al lavoro per raggiungere
il denaro per l’affitto, per un abito, ecc.? Egli vive felice nella “Via
Lattea”, si muove liberamente nella “Via Lattea”. Allora, cos’è que-
sta dolorosa esistenza di cui siamo portatori? Pura illusione, qualcosa
di vano! Con giusta ragione dicono gli indù che questo mondo
è solo “MAYA”, che questo mondo è illusorio, che non ha nessun
valore.
Abbiamo bisogno d’avere esistenza reale, perché ancora non
l’abbiamo. Forse l’amabile lettore si vanta d’avere esistenza reale?
Per averla dobbiamo smettere d’essere robot, e possiamo smettere
d’essere questo eliminando tutti gli “aggregati psichici”, questo è
ovvio.
Tuttavia sapere che dobbiamo eliminare gli “aggregati psichici”,
non è tutto; è necessario SMETTERE DI CREARE NUOVI
AGGREGATI e giornalmente li stiamo creando, nel “non trasformare”,
le impressioni. È necessario “digerire” le impressioni, trasformarle
in forze diverse per non creare nuovi “Io”.
È anche necessario “trasformare” le vecchie impressioni, quelle
che diedero origine agli “Io” che abbiamo attualmente, e questo
è possibile attraverso l’AUTO-RIFLESSIONE. Quando una persona
“trasforma” le vecchie impressioni che sono depositate nei cinque
cilindri della macchina (in forma d’abitudini, emozioni inferiori, pensieri
negativi, istinti depravati, abusi sessuali, ecc.), allora disintegra
questi “elementi inumani”.

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